martedì 29 aprile 2014

I love mini shopping


I love mini shopping
Sophie Kinsella
Mondadori

Che ridere! Una mia amica mi ha regalato "I love mini shopping" dove ho ritrovato Rebecca Bloomwood: la shopaholic più simpatica dell'universo. 
Qualche premessa. Di questa serie composta da sei libri (di cui questo è l'ultimo), non ho amato particolarmente il primo forse perché trovavo veramente fuori luogo Becky, troppo sopra le righe, eccessiva, molto distante da me. Insomma una storia divertente, ma nessun colpo di fulmine con la protagonista femminile nata dalla penna di Sophie Kinsella e che ha ispirato anche un film con Isla Fisher.
Poi ho preso in prestito I love shopping in bianco e, pur guardando sempre con diffidenza agli scivoloni di Rebecca, il suo personaggio ha iniziato a fare breccia dentro di me. Sarà stata la solidarietà per la suocera insopportabile, o il suo grande cuore, ma il tema del matrimonio mi è piaciuto molto.
E poi arriviamo a quest'ultimo libro dove troviamo la figlia Minni, bimba di due anni, difficile da gestire e con le idee già molto chiare in fatto di shopping e di ciò che vuole. Becky appare più matura, alle prese con la maternità, la vita a sotto lo stesso dei suoi genitori mentre lei e Luke sono in cerca di una casa, il lavoro e l'organizzazione di una festa a sorpresa.
 Ho riso tantissimo,  ho trovato divertenti soprattutto i viaggi mentali della protagonista sempre pronta a lasciarsi trascinare dalla sua immaginazione per visualizzarsi in scenari sempre nuovi, ma anche le situazioni paradossali in cui combina qualche guaio.  Da non sottovalutare le lettere che separano un capitolo dall'altro: un vero spasso.
Il finale lascia intendere che ne arriverà presto un altro. Speriamo.

martedì 22 aprile 2014

I cento colori del blu

"E' inutile cercare di scappare dal proprio passato. Non possiamo gettarlo via o fingere che non sia mai esistito, signorina Echohawk. Ma forse possiamo imparare qualcosa"



Blue e Wilson, ma anche Tiffa sono personaggi che rimarranno per sempre nel mio cuore. I cento colori del blu è un libro emozionante dalla prima all'ultima pagina.
Lo inizi e pensi subito che sia la solita storia, ti lasci ingannare dagli steriotipi, non vai oltre all'apparenza. Poi pagina dopo pagina noti i dettagli e capisci che presto i personaggi si spoglieranno dei "costumi di scena" e aspetti. Ed è lì che inizia il bello.
I cento colori del blu è il libro che non ti aspetti. Ed è proprio perché ti sa stupire. Ho riso, riflettuto e anche pianto. Blue è forte, bella, creativa e sola. Wilson è profondo, buono e intelligente. Ma nei modi sembrerebbero incompatibili, il condizionale è d'obbligo perché si scopriranno più simili di quanto si possa immaginare. Invidio a Blue la sua capacità di creare, il riuscire ad esprimersi con l'arte, trovo che sia una grande fonte di sollievo, di sfogo e di soddisfazione. Di Wilson invece vorrei avere la capacità di andare oltre le apparenze, di cogliere il bello e non solo, anche di saperlo coltivare, stimolare.
Mi fermo qui, perché la bellezza di questo libro è quella di saperti sorprendere e non voglio rovinare la sorpresa a nessuno.

"Mio padre diceva sempre che scolpire significa vedere al di là di ciò che è evidente per individuare ciò che è possibile"

mercoledì 16 aprile 2014

Orgoglio e pregiudizio

"Ho lottato invano. E' inutile. I miei sentimenti non possono più essere soffocati. Dovete permettermi di dirvi che vi ammiro e vi amo ardentemente".


Orgoglio e pregiudizio
di Jane Austen
Newton Compton

Una storia d'amore che ha ispirato, fatto battere il cuore, suscitato sogni... Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen è un capolavoro! Per molti motivi.
Intanto è moderno, ambientato nell'Ottocento, ma senza tempo. I personaggi potrebbero essere benissimo contemporanei: Elizabeth e Darcy potremmo essere noi, vorremmo essere noi. Lei intelligente, arguta, emancipata (fugge a un matrimonio di convenienza) lui irreprensibile, orgoglioso e corretto. Il loro amore, inaspettato  e profondo è - a mio parere - fra i più romantici della storia della letteratura.
E poi come non citare le splendide descrizioni della Austen che spesso fanno luce sui sentimenti che provano i personaggi del libro, infatti una caratteristica dell'autrice inglese è proprio quella di essere parca nell'uso dei dialoghi
Da non dimenticare gli altri personaggi, che fanno da perfetto contorno alla storia. Come le sorelle di lei. Si salva la bella e buona Jane, forse troppo ingenua, ma onesta. Le altre tre sono davvero delle macchiette: la superficiale e civetta Lidya, la pseudo intellettuale Mary e l'inutile e condizionabile Kitty. Poi c'è la madre emblema della superficialità e della pettegola di provincia il cui massimo obiettivo è vedere le figlie ben sposate. Il padre si salva grazie all'ironia, ma è un uomo disilluso forse anche a causa della moglie. Divertentissimi i suoi commenti e il suo scambio epistolare con il cugino William Collins (inizialmente pretendente di Elizabeth).
Fra gli altri personaggi un ruolo fondamentale sarà quello di Wickham affascinante e viscido incantatore che riuscirà a far apparire Darcy il nobile orgoglioso e altezzoso che in realtà non è.
È una storia emozionante, che fa riflettere e che apre le porte all'emancipazione femminile nella letteratura, ma non solo. La potenza di una donna come Elizabeth che riesce ad essere così indipendente, anticonformista e schietta nonostante i tempi, credo che all'epoca abbia avuto una grande importanza
Da leggere, rileggere e rileggere ancora.

giovedì 10 aprile 2014

Una ragione per restare

"Ho passato gran parte della mia vita a cercare di arrivare a un futuro che ancora non è arrivato, o a evitare un passato del quale non riuscivo a liberarmi. Non ricordo quando ho smesso di vivere nel presente, di aggrapparmi alle cose che stavo facendo".



Una ragione per restare
Rebecca Donovan
Newton Compton editori

Il primo capitolo della trilogia Il nostro segreto universo ci aveva lasciati con il fiato sospeso. Il finale inaspettato e al cardiopalma poteva essere veramente un dispetto per i lettori di Una ragione per amare, ma per fortuna la casa editrice dopo poco ha fatto uscire Una ragione per restare, ma devo confessarvi che forse per avere pace dovremo aspettare il capitolo conclusivo della trilogia, Una ragione per vivere in uscita il 30 aprile.
Ritroviamo Emma, la scuola, la sua amica Sara e naturalmente anche Evan, il suo ragazzo. La storia si arricchisce di nuovi personaggi, in particolare della madre di Emma, Rachel, con cui la giovane decide di andare a vivere per cercare di recuperare il rapporto.
Ovviamente dopo la brutalità a cui è stata sottoposta per lungo tempo i suoi incubi restano e le si ripresentano puntuali quasi ogni notte. Oltre a questo dimostra di essere ancora incapace di fidarsi al cento per cento degli altri, cosa che la porterà a confidarsi con il fidanzato della madre, Jonathan,  con cui condivide sogni che non lasciano chiudere gli occhi. Fra di loro si instaurerà un legame molto profondo che porterà Emma lontano da Sara ed Evan.
Anche questa volta il finale è mozzafiato e lascia tutto in sospeso.
A differenza del primo libro dove Emma appare come una vittima, in questo nuovo capitolo, dove è forte della consapevolezza di avere accanto qualcuno che le vuole bene, forse l'avrei voluta un pochino meno in balia degli eventi e, soprattutto, delle persone. Mi sento un po' tradita dalla protagonista, ma capisco che a volte l'età può portare a commettere errori, a fidarsi troppo delle persone sbagliate, non ascoltando, invece, chi ci vuole veramente bene.
Aspetto con trepidazione il terzo.

martedì 8 aprile 2014

Che dio me la mandi buona

Che Dio me la mandi buona
Manuela Pigna

Dopo aver letto "Training in love" non potevo non lanciarmi sul precedente romanzo di Manuela Pigna. Una decisione che mi ha premiata perché "Che Dio me la mandi buona" è un romanzo davvero piacevole. La storia racconta di Viola, laureanda alla ricerca di un lavoro, che ha un gruppo di amiche spassosissime tanto quanto la famiglia, piuttosto sopra le righe.
Vi, come la chiamano gli amici, è dotata di un'ironia innata che le fa affrontare le cose in maniera piuttosto divertente, aspetto importante dal momento che ci saranno alcune situazioni nel corso del libro che meriteranno una buona dose di sangue freddo ed ironia. Fra lavori da far fuggire anche i più stacanovisti, soprannomi divertentissimi e vicende sentimentali, Viola affronterà il passaggio da studentessa a lavoratrice trascinandoci in una serie di situazioni divertenti. A fare da sfondo alle avventure della protagonista e delle sue amiche Varese, l'hinterland milanese e i pub.
L'autrice non ha tralasciato neppure i sentimenti  facendoci conoscere un francesino davvero niente male, che  - confesso -  quando parla nella lingua materna fa perdere la testa pure a me.
Il libro racconta molto bene il passaggio fra vita scolastica e mondo del lavoro, un periodo che ricordo anch'io come molto particolare, perché ci si trova dopo tanta attesa a fare i conti con quel futuro che per tutto il periodo degli studi si guarda come ad un punto di partenza, ma che spesso non è così tutto rosa e fiori come ci si immaginava.
Molto carino e divertente!

venerdì 4 aprile 2014

Le due facce dell'amore

"L'amore non vincerà ogni cosa, come sostengono le canzoni, ma ti tiene in piedi quando le bufere della vita fanno l'impossibile per mandarti al tappeto"


Le due facce dell'amore
Nick Spalding
Newton Compton editori

Appuntamenti disastrosi, situazioni imbarazzanti, figuracce: a chi non è successo di commettere grossi scivoloni mentre era alla ricerca del grande amore? In Le due facce dell'amore (primo volume di una trilogia romantica) si ripercorrono le vicende sentimentali di Jamie Newman copywriter attraente alla ricerca di una relazione stabile e Laura McIntyre proprietaria di un negozio di cioccolata, sfortunati single che collezionano un'uscita terribile dietro l'altra. E credetemi quando dico terribile non scherzo, fossero capitate a me probabilmente avrei desistito e sarei rimasta sola a vita! Ci sono scene in questo libro che potrebbero popolare gli incubi da primo appuntamento di tutti noi. 
La storia è raccontata da entrambi i punti di vista alternati, lui infatti scrive gli eventi nel suo blog, lei invece li riporta su un diario. Il risultato è veramente comico. Ho riso fino alle lacrime. 
Dalla sua questo romanzo ha una carta vincente non da poco: l'autore è un uomo, Nick Spalding (qui il suo sito), aspetto forse che gli regala un'ironia inaspettata e molto diversa da quella che in genere caratterizza le scrittrici donne. 
Un romanzo da leggere dopo una delusione d'amore: è un ottimo toccasana.