lunedì 29 dicembre 2014

"Il Varco dell'Apocalisse", recensione e quattro chiacchiere con Veronika Santiago

"Sentì il cuore ingrandirsi nel petto per tutte le parole che non erano riusciti a dirsi in due vite, per tutto ciò che non avevano potuto condividere"


La Guerra degli Elementi - Il Varco dell'Apocalisse 
di Veronika Santiago

Trama

Non è stato facile per Duncan, Aisha, Dean e Aurora accettare di essere gli Eredi dei Reggenti di Atlas e contenere il potere elementale che ne deriva. Con l'aiuto degli abitanti di OgniDove sono riusciti a salvare il quinto elemento ma gli Altri Eredi non sono stati sconfitti e rappresentano ancora una minaccia. Una visione di Aisha mostrerà l'avvento di un imminente catastrofe e ad OgniDove riprenderà l'addestramento. Antichi rancori, fomentati da vicende perse nel remoto passato, si insinueranno subdoli e prepotenti nel presente degli Eredi costringendo tre di loro ad abbandonare il proprio cammino per tornare alla vecchia vita oltre la Nebbia che protegge OgniDove.Verranno così sconvolti piani e alleanze e gli Altri Eredi ne approfitteranno per portare a termine il loro ambizioso piano: scatenare l'Apocalisse. Comincerà così, tra enigmi e visioni, la ricerca del varco che porterà sul pianeta le Quattro Forze Esiliate. Proprio quando la storia sembra destinata a ripetersi con inquietante precisione, gli Eredi si batteranno tra loro per impedire la fine del mondo.

***
Questo libro andrebbe venduto con delle avvertenze per il lettore: crea dipendenza, ti innamorerai dei personaggi, vorrai avere subito il seguito tra le mani. Perché "Il Varco dell'Apocalisse" è un romanzo scritto veramente bene, con una storia accattivante alle spalle e personaggi che lasciano il segno. 
Ora vi lascio alle quattro chiacchiere fatte con Veronika, che ci svela anche qualche anticipazione.

Nella saga “La Guerra degli Elementi” la storia della terra è completamente diversa da quella che conosciamo, da dove hai tratto l’ispirazione?
Ciao cara e grazie per l’opportunità di scambiare queste due chiacchiere sul tuo blog! 
Prima de “Gli Eredi di Atlas” non avevo mai scritto un libro, ma solo storie e racconti. È stato dopo un viaggio in Scozia (una terra che narra ancora le gesta di antichi eroi, dove per la prima volta si sono presentati nella mia mente Duncan e Aisha pretendendo attenzione) che ho deciso di lanciarmi una sfida: “Vediamo se sono capace di scrivere un libro!”. È un po’ con questo spirito che ho iniziato, senza pretese, senza essere certa di riuscirci. Davanti alla pagina bianca che sarebbe divenuta il prologo de “Gli Eredi di Atlas” mi sono sentita persa. “Da dove inizio?” mi sono chiesta.
Fortuna vuole che negli anni abbia conservato tutte le pagine volanti buttate giù talvolta per sfogo, altre solo per divertimento, altre ancora per la mania di prendere appunti (ti ricorda qualcuno?). Così ho aperto la cassapanca e ho tirato fuori un grosso quaderno ad anelli dove avevo riposto quelle pagine scritte fitte fitte e ho iniziato a scegliere quelle che potevano essere utili all’impresa. È lì che ho trovato una storia del mondo che non è proprio quella che abbiamo studiato: si trattava di appunti presi anni prima, quando con alcuni amici il sabato mattina ci trovavamo con un gruppo di persone interessanti che ci raccontavano le loro teorie sulla nascita del pianeta Terra. Erano mattine fantastiche, dove nessuna ipotesi veniva scartata, dove qualsiasi domanda non era fuori luogo, dove la fantasia ti portava ovunque ad ali spiegate. E non era importante che in quelle teorie ci fosse o meno celata una qualche verità: io prendevo appunti. E proprio in quegli appunti ho trovato l’ispirazione per la genesi de “La Guerra degli Elementi”, la galassia a spirale delle origini e l’isola di Atlas, il tutto rivisto e corretto ai fini narrativi. E ovviamente in mezzo a tutto questo c’è anche un pizzico del Crizia di Platone… Sempre in quelle pagine tirate fuori dalla cassapanca, ho trovato Ulkart e Kassandra: nient’altro che il racconto di due sogni molto vividi, quelli che al risveglio non puoi fare a meno di scrivere per paura che sbiadiscano nella luce del giorno, e così a quel mondo appena nato si sono aggiunti anche i Reggenti. Messi insieme racconti, appunti e sogni, avevo le prime trenta pagine de “Gli Eredi di Atlas” e grazie a quelle ho trovato l’aire per rispondere alla sfida che mi ero lanciata al ritorno dalla Scozia. Allora non sapevo che quel libro sarebbe diventato solo il primo di una saga…

C’è qualcosa di te nei tuoi personaggi? Se sì cosa e chi ti assomiglia di più.
A questa domanda vorrebbe rispondere mio marito, ma prima vuole l’immunità! No vai, forse è meglio che risponda io! La parte di me che è toccata ad Aurora è quella della fissata con gli appunti scritti in bella grafia, logica e organizzata. E proprio come me è pignola, caratteristica che per mia fortuna posso sfogare alla grande nel lavoro da impiegata dove passo le giornate a fare le pulci ai centesimi. E non le ho risparmiato neanche la mia insicurezza, anche se io la nascondo molto meglio di lei! 
Aisha è stata più fortunata rispetto ad Aurora e da me ha preso la testardaggine e la tendenza ad essere una sognatrice instancabilmente aggrappata alla speranza, ed è così che sono quando tolgo i panni da impiegata e mi metto a scrivere. E proprio come Duncan prendo fuoco in un attimo, ma a differenza di lui, io non posso permettermi tutte le sue mattane e le mie escandescenze me le devo ingoiare. E giusto per chiarire, la bravura in cucina, Pilar non l’ha presa da me! ;-)

La scena che hai odiato di più scrivere
Non posso dire di aver “odiato” scrivere qualche scena… magari ci sono passaggi che mi hanno rattristata, questo sì, soprattutto nel terzo libro. A proposito, piccolo spoiler: “La Guerra degli Elementi” non è una trilogia, il terzo libro sarà il penultimo della saga, senza contare un prequel a cui tengo molto.
Alcune parti ho adorato scriverle, sono venute fuori di getto, quasi da sole, in definitiva sono state le più semplici forse perché scritte con il cuore (la valle di Glencoe per intendersi, e credo che sia anche la parte più intensa). Altre parti invece non volevano proprio venir fuori, quelle necessarie ai fini della narrazione, di raccordo tra gli eventi, quindi quelle scritte con la testa, spesso cancellate e riscritte da capo; non posso dire di averle odiate però sono state una bella noia!
Piccolo aneddoto: “Il Varco dell’Apocalisse” non è stato scritto in ordine. Avevo talmente voglia di arrivare alla terza parte che dopo la prima cinquantina di pagine mi sono ritrovata a buttar giù la fine senza preoccuparmi della parte centrale che ho steso per ultima. Risultato: un bel pastrocchio. Così ho preso la seconda parte, tasto destro elimina, e l’ho riscritta tutta daccapo. “Mai più e mai poi!” mi sono detta. E poi nel terzo ho fatto lo stesso… 

Nel terzo libro, oltre alla battaglia che si preannuncia la più dura che dovranno affrontare gli Eredi, ci saranno nuove storie d’amore? 
No, non nel terzo… ma ci saranno nel quarto! E ora ti svelo un segreto: all’inizio del primo libro mi ero fatta un’idea precisa di chi si innamorava di chi. Ancora non sapevo che certe cose non si possono decidere a tavolino, perché così come nella vita reale, l’amore non si sceglie. Una coppia che avevo immaginato non si è proprio mai filata neanche per sbaglio, un’altra… (lo sai com’è andata, non voglio spoilerare troppo) ci ho provato ma non ne hanno voluto sapere. Allora ho capito che i miei ragazzi su certe faccende godono di vita propria e non posso farli innamorare a comando. A sorpresa però sono nati sentimenti tra personaggi che non mi sarei aspettata, ma come ho già detto c’è da aspettare il quarto per scoprirli!
Il terzo libro in compenso svelerà qualcosa in più su Dean (questo sconosciuto…), così come il primo presenta soprattutto Aisha e il secondo è dedicato a Duncan. Nessuno di loro riuscirà a fare la differenza finché non affronterà i propri demoni: ci saranno guerre ad attenderli, è vero, ma la battaglia più dura al mondo è quella che si combatte nell’intimo di ogni essere umano. Credo molto in questo.

Il tuo rapporto con la scrittura 
Ho iniziato a scrivere sui banchi di scuola per sopportare le ore di lezione più noiose; inventavo storie che mi portassero lontano da quell’aula, ma i professori pensavano che prendessi appunti quindi non mi hanno mai detto niente. In piena adolescenza mi sembrava che solo quella pagina bianca riuscisse a capirmi e spesso mi sentivo più in compagnia con carta e penna che in mezzo ai miei compagni di classe. È iniziata un po’ così, per sfogo, per noia, per necessità, finché non è diventato un modo d’essere, di esprimermi in un mondo che in quei giorni mi pareva tanto alieno. Ed ero anche convinta di scrivere delle gran belle cose, profonde e interessanti… povera me, rileggendo il tutto ad anni di distanza mi sono resa conto che erano delle vere porcherie. Per fortuna nessuno ha portato la croce di dover leggere quella roba che ancora oggi riposa ben nascosta ad occhi curiosi. In seguito scrivere è diventata un’abitudine, ma ancora non c’era né la pretesa né la volontà di creare qualcosa di strutturato e fruibile per un potenziale pubblico. Solo diverso tempo dopo ho voluto vedere se ero in grado di scrivere qualcosa di più articolato di un racconto o di qualche pagina volante che riportasse i sogni della notte appena trascorsa o la descrizione di eventi quotidiani arricchiti con un po’ di fantasia. Non sapevo se ne sarei stata capace, ma finché non si prova non si può mai dire, giusto? E ovviamente il mio rapporto con la scrittura è cambiato durante questa avventura; ora è qualcosa di quotidiano, di cui non riuscirei a fare a meno, almeno finché non riuscirò ad arrivare alla parola fine. E poi chissà ^_^ 


Grazie a te Veronika per essere stata al gioco e per aver risposto alle mie domande.
Se cercate un libro che vi faccia divertire, commuovere, arrabbiare e che vi tenga col fiato sospeso "Il Varco dell'Apocalisse" fa per voi. Immergersi in Atlas significa riscoprire la natura, vederla con maggiore rispetto, ma anche scavare nelle proprie debolezze per diventare persone migliori. E poi quanta magia e bellezza. Leggendo la troverete nelle persone - anche quelle inaspettate - nei luoghi, in alcune scene che sono pura poesia. 
Bellissimo libro, lo trovate sia in versione ebook che cartacea nei maggiori store! Qui il link al blog 

sabato 27 dicembre 2014

L'amore liquido


"L'amore liquido"
di Giusy di Dio
Delos Digital

Trama

Andrea è appena stato lasciato dalla moglie. Una professione – quella di pittore – che non permette di sperare in un futuro più prospero, il recente fallimento del proprio matrimonio e il senso di colpa che lo opprime: sono queste le ragioni che lo inducono a trascinarsi per casa in lunghe giornate inutili, colme di dolore e frustrazione. La notizia dell'improvvisa gravidanza della moglie, sua musa e ragione di vita, che non ci ha messo molto a trovarsi un nuovo compagno, apre una ferita troppo larga da rimarginare. Fino a quando nella sua vita si insinua Lola, una donna ripugnante nell'aspetto e nei modi che, per una strana alchimia, lo attrae in maniera incontrollabile. Dopo un primo tentativo di resistenza, Andrea cede alla sua voglia di Lola, la accoglie nella propria casa e in se stesso. Con il solo intento di cancellare l'amore per la moglie, viene avviluppato in una relazione caratterizzata da passione, dipendenza psicologica e incomprensioni. Una relazione che rischierà di portargli via ciò che di più caro un uomo possa avere. 


***

 Giusy di Dio con "L'amore liquido" è riuscita a scandagliare il cuore di uomo lasciato e lo ha fatto con tanta abilità che spesso il romanzo lascia letteralmente senza fiato. 
Bel libro e brava l'autrice,  che ha scritto 76 pagine perfette, dolorose, appassionate. 
Il lettore conosce Andrea, artista, lasciato dopo dieci anni dalla moglie che ora aspetta un figlio. È lui il protagonista, è suo il dolore che fuoriesce acuto dalle pagine.
"L'amore liquido" è un libro che fa riflettere, che lascia sospesi, che ci invita a scavare nelle macerie di un cuore infranto. E nel dolore più profondo, però, c'è anche tanta bellezza. C'è l'arte che racconta la vita, che la rappresenta, e che ci accompagna attraverso tutta una gamma di emozioni. C'è un sentimento che non si spegne, nonostante la tanta sofferenza. E c'è la redenzione. 
Come a tracciarci una via verso gli abissi, per poi farci risalire in superficie a vedere il sole ancora una volta. 
Un piccolo libro perfetto, che consiglio. Lo trovate solo in versione e-book.

venerdì 19 dicembre 2014

Lo voglio!



Lo voglio!
Kristan Higgins
Mondadori

Trama

La perfezione sembra la caratteristica principale di Honor Holland, precisa, impeccabile e organizzata come nessuno mai. Tanto che a ogni compleanno ha un bizzarro appuntamento fisso e imprescindibile. Una sorta di messa a punto, per essere certa di non stare invecchiando troppo, o troppo in fretta. Quando però, viene inaspettatamente mollata a trentacinque anni dall'uomo che ha frequentato, di nascosto, per una vita, il muro di perfezione dietro al quale si è a lungo nascosta crolla improvvisamente, rendendola avventata e impulsiva, al punto di prendere decisioni impensabili per lei. Infatti, un po' per fare ingelosire quel farabutto, un po' per spirito di solidarietà, accetta di sposare Tom Barlow, che ha bisogno di un matrimonio di convenienza per ottenere la Green Card. Ma trattandosi di Honor, c'è da aspettarsi che questo finto fidanzamento si riveli la cosa più autentica che le sia mai capitata. Così perfetta come solo l'amore può essere.

***

Immaginatevi di concedervi ogni tanto una chiacchierata con le vostre uova… Sono impazzita? Assolutamente no, chiedete a Honor la protagonista dell'ultimo libro di Kristan Higgins: 35 anni, dedita al lavoro, una frana sotto il profilo delle storie d'amore e con l'orologio biologico che scandisce le sue scelte sentimentali. Con "Lo voglio" torniamo nella tenuta Blue Heron, aziende vinicola di proprietà della famiglia Holland che aveva fatto da sfondo anche a "Se torno ti sposo" e facciamo la conoscenza della stacanovista e perfettina sorella di mezzo. Devo dire la verità: con lei non è stato per nulla amore a prima vista, troppo rigida e impostata. Piano piano però, dopo le tante batoste che riceverà nel corso del libro, ha iniziato a farmi tenerezza. Diverso, invece, il discorso per quanto riguarda Tom, il bel  ingegnere meccanico inglese, che cerca disperatamente un modo per restare negli Stati Uniti vicino al suo figliastro. Lui è un vero duro, alla faccia di tutti coloro che pensano che gli ingegneri siano gente noiosa. Questo Tom trasuda testosterone da tutti i pori, nonostante non sia l'uomo deciso che tutti ci aspetteremmo, anzi. Anche lui ne ha di cose da imparare. 
Ci sono, invece, due personaggi del libro che volentieri si prenderebbero ripetutamente a sberle, ma li lascio scoprire a voi. Sappiate solo che la nostra Honor inizierà a diventare un tantino meno rigida proprio grazie a loro.
A differenza del libro precedente si è perso un po' il senso della piccola comunità, dove tutti sanno tutto e si interessano di ogni dettaglio della vita privata degli altri, che tanto mi era piaciuto. La famiglia invece rimane quella coperta avvolgente e costante che fa sentire la protagonista del libro meno sola e noi insieme a lei.
Lettura leggera, divertente e romantica.

giovedì 11 dicembre 2014

"Il ragazzo che entrò dalla finestra e si infilò nel mio letto"



Il ragazzo che entrò dalla finestra e si infilò nel mio letto
di Kirsty Moseley
Newton Compton

Trama
Amber Walker e suo fratello maggiore, Jake, hanno un padre violento. Una notte Liam, il migliore amico di Jake, la vede piangere, si arrampica attraverso la finestra della sua camera da letto ed entra per consolarla. Dopo quella prima sera il rapporto tra Amber e Liam cambia: pian piano l'innocenza e l'amicizia lasciano il posto all'attesa, ai malintesi e alle scintille. Liam passa da una ragazza all'altra, mentre Amber - ancora emotivamente segnata dagli abusi subiti per mano di suo padre - preferisce concentrarsi sulla scuola, la danza e le amiche. Ma tra loro due la passione cresce in fretta e anche se il loro rapporto è da sempre basato sull'amicizia, quando Amber inizia a guardare il suo migliore amico sotto un'altra prospettiva saranno fuochi d'artificio! E come reagirà Jake, da sempre iper-protettivo nei suoi confronti, quando scoprirà che la relazione tra i due sta diventando qualcos'altro?

***
"Il ragazzo che entrò dalla finestra e si infilò nel mio letto" mi è piaciuto? Appunto, se me lo sto chiedendo significa che c'è qualcosa che non va.
Partiamo dal titolo del libro di Kirsty Moseley, che va detto ha ottenuto molte critiche positive ed è stato scelto da Goodreads come uno dei migliori libri dell'anno. Non mi è piaciuto sin dall'inizio, certo descrive esattamente quello che accade, ma non è detto che i titoli debbano farlo no? Troppo lungo e decisamente un po' strano.
Per quanto riguarda la trama l'ho trovata un po' "troppa", nel senso che sono veramente tante le cose che succedono a questi ragazzi, non dico nell'arco delle loro esistenze, ma nelle settimane in cui si dipanano le vicende centrali. Se lo avete letto già capite.
I personaggi, invece, mi sono piaciuti. In particolare Liam che nasconde una tenerezza inimmaginabile dietro una corazza da seduttore incallito, è quello più razionale e adulto, che compie le scelte migliori e dice le cose giuste. Anche Jake, il fratello della protagonista, è un personaggio che mi ha colpito forse per il senso di protezione che ha nei confronti di Amber, forse perché insieme a Liam riesce a rendere questo libro anche un po' leggero. Amber, invece, non mi è entrata nel cuore ma forse è giusto così. Ha solo 16 anni e si comporta nella maniera giusta per l'età che ha e per tutto quello che ha già dovuto affrontare nella sua vita. Decisamente un "ni", ma vale la pena leggerlo.

mercoledì 10 dicembre 2014

Il giallo è servito - segnalazione eventi



Un buon libro e dell'ottimo cibo sono un connubio perfetto, proprio per questo  vi segnalo un'iniziativa molto interessante che vedrà Carasco tingersi di giallo e mistero. L'appuntamento con "Il giallo è servito" alla trattoria Pedun è per venerdì sera alle 20 dove si potrà conoscere Fabrizio Borgio autore di "Vino rosso sangue" edito dalla Fratelli Frilli Editori, libro ambientato tra le Langhe e il Monferrato. Nel corso della serata Paolo Vinciguerra, recensore del genere giallo-noir, in sinergia con Luca Poli e Laura Pasi (Compagnia teatrale Duende di Chiavari), introdurranno i presenti a questo romanzo dagli intrecci sapientemente costruiti.
Un appuntamento da non perdere per gli amanti della lettura e che segnalo con piacere.

venerdì 5 dicembre 2014

Il morso del ramarro - Due chiacchiere con Valeria Corciolani

"È da un bel po' che non gli importa del tempo che passa. Dopo una vita trascorsa tra albe lattiginose e notti alle lampare, a scrutare il fondo, a gettare reti, a studiare le correnti. Ad aspettare, aspettare, aspettare, il tempo perde spessore e significato, diventi parte di un altro ingranaggio, più insondabile e ordinato delle banali rotelline di un orologio. Così il trascorrere delle ore non ti scalfisce, ti segnano il tempo le rughe che aggiungono solchi, gli acciacchi che aumentano, i denti che ballano…"



Il morso del ramarro
di Valeria Corciolani
Emma Books

Trama
Tre ricchi rampolli annoiati che scelgono il furto d’appartamento per dare un guizzo d’adrenalina alle loro giornate vuote. Un professore raffinato e burbero, un farmacista latin lover, un capitano in pensione e un vispo pescatore decisi a portare a termine la loro impresa in barba all’età. Una badante peruviana che non sa più quale sia su casa. Un giovane medico del pronto soccorso alle prese con un inquietante mistero. Una mamma single alle prese con ex marito fedifrago, suocera complice, zia anziana, nuovi amori, figlia adolescente e due gemellini terribili.Persone diverse, ma con una cosa, anzi un luogo, in comune: la palazzina liberty in cui vivono, in una cittadina di mare. Lì prendono vita e si snodano le loro storie, i personaggi si annodano, i sentimenti si chiariscono e ci accompagnano con gustosa ironia alla soluzione dell’enigma. Che era partito da un semplice ciondolo. A forma di ramarro.

***
Il sogno di ogni lettore è quello di poter fare due chiacchiere con l'autore di un libro che ha amato. Io sono riuscita a realizzarlo prendendomi un caffè con Valeria Corciolani scrittrice de "Il morso del ramarro", romanzo bellissimo per le mille ragioni che ora vi elencherò facendomi aiutare proprio da lei.


Una caratteristica dei tuoi libri è la presenza di molti personaggi, li ami tutti?
In genere parto con un'idea di inizio e fine. Poi, mano a mano che scrivo, deraglio e le figure negative o quelle marginali mi diventano simpatiche, finché alla fine voglio bene a tutti e, come per i protagonisti, mi affeziono anche a loro.

I tuoi libri sono ambientati a Chiavari, la cittadina in cui vivi. I personaggi sono persone che esistono o sono frutto della tua fantasia?
Non c'è una sola persona, ma caratteristiche di quelli che ho incontrato nella mia vita.

Qualche esempio?
Per Giovanni, che nel libro è un docente universitario d'arte in pensione,  ho attinto anche da due insegnanti che ho incontrato nella mia carriera accademica. Uno di questi (Ruggero Pierantoni) mi ha portato ad osservare l'arte con uno sguardo diverso, a 360 gradi. L'arte è immensa, devi avere strumenti per trovarti davanti ad un'opera e riuscire ad inquadrarla. E poi diventa un modo di guardare che applichi a tutto.

Fra i protagonisti de Il morso del ramarro ci sono quattro arzilli vecchietti, speciali, colti. Il lettore se ne innamora.
Vorrei che venisse fuori la ricchezza che custodiscono le persone di una certa età, loro si sentono un peso, ma in realtà hanno tantissimo da dare

C'è un passaggio del libro che lo spiega benissimo: "A volte penso che la natura lo faccia apposta a indebolire il loro fisico: pensa a un cervello e un'esperienza come la loro in un corpo come il mio"

Gli scrittori non sono onniscienti, come si fa a scrivere di argomenti che non si conoscono?
È piuttosto difficile, faccio un sacco di ricerche e poi a volte gli spunti "ti vengono addosso" nella vita reale. Comunque mi documento a fondo, su internet ad esempio ho paura di trovarmi di fronte a notizie non veritiere, allora procedo con una ricerca incrociata.

Come nasce e si sviluppa il processo creativo?
Non sono molto dettagliata, come già detto ho in testa un inizio e una fine e un bel po' di personaggi. Il lettore si deve abituare ai protagonisti di un libro, e visto che a me piace inserirne tanti ho seguito una regola: non faccio passare più di tre capitoli senza parlare di uno di loro, è l'unico schema che mi impongo. In genere scrivo in un mese, un mese e mezzo, perché voglio andare avanti e vedere come va a finire.

Altre curiosità su come e quando scrivi?
Solitamente quando i miei figli sono a scuola, mai di notte perché quello è il tempo che dedico alla lettura e le idee migliori mi vengono proprio quando leggo. Poi, mentre scrivo un libro, giro sempre con un quaderno per prendere appunti quando mi arrivano degli spunti.

Tante cose che Valeria ed io ci siamo dette, però, non ve le posso riportare per paura di rovinarvi la sorpresa nel leggere questo bellissimo libro. Vi aggiungo, volentieri, qualche riflessione mia.
I personaggi: alcuni mi resteranno nel cuore. Giovanni: ascoltarlo parlare d'arte non stanca mai, perché lui te la fa vivere facendoti assaporare un'esperienza unica e a 360 gradi. Vorrei poterlo conoscere e trascorrere ore nella sua sala ricca di pezzi che celano delle storie a farmele raccontare, magari ascoltando un vinile di musica classica. Virginia: dolce, con il cuore grande, vera e forse anche un po' testarda. Ha in se la debolezza della donna tradita e la forza della madre. Splendida. E poi si chiama come me e questa è stata una bellissima sorpresa. Anna un'adolescente, intelligente, col naso nei libri, diversa, ma anche bella pur non sapendo di esserlo. Fa venir voglia di tornare a quell'età, desiderio assolutamente inaspettato.
Le descrizioni: poetiche. Chiavari viene raccontata benissimo, ne emerge una cittadina piena di luoghi affascinanti e scorci stupendi. E quando ti ritrovi a camminare per quelle strade ti accorgi un po' di più di che posto stupendo è la tua casa.
La cucina: se non avete mai assaggiato il pesto, quando leggerete della sua preparazione vi sembrerà di assaporarlo.

mercoledì 3 dicembre 2014

Stai qui con me

"Strano che una cosa così grande e bella accadesse dopo una delusione così cocente"


Stai qui con me
di J. Lynn
Editrice Nord

Trama
La danza era tutta la sua vita. Ma quando un infortunio al ginocchio ha messo fine alle sue ambizioni, Teresa Hamilton ha dovuto reinventarsi un futuro e adesso è una studentessa universitaria come tante altre. Almeno così può stare vicino a suo fratello Cameron e a Jase, il migliore amico di Cam e... il suo sogno proibito. Peccato che lui la veda ancora come una bambina. Se solo Teresa riuscisse a fargli cambiare idea... Jase Winstead non ha tempo per una relazione. Schiacciato dal peso di un segreto che custodisce ormai da troppi anni, non può permettersi di trascinare una ragazza nel vortice tumultuoso della sua esistenza. Soprattutto se la ragazza in questione è la sorella di Cam, da sempre iperprotettivo nei confronti di Teresa. Eppure, ogni volta che Jase è con lei, tutti i suoi problemi svaniscono all'istante ed è come se il muro eretto intorno al proprio cuore si sgretolasse a poco a poco. E infatti, quando una tragedia devastante si abbatte sul campus, rischiando di travolgere anche Teresa, Jase non esita un secondo ad intervenire pur di proteggerla. Ma l'amore che li lega sarà abbastanza forte da superare ogni ostacolo, o entrambi finiranno col perdere tutto ciò che hanno di più caro?

***
Sono reduce da una notte in bianco per leggere tutto d'un fiato il secondo attesissimo capitolo della serie Waith for you, "Stai qui con me". Nonostante le ore arretrate di sonno  posso dire con grande lucidità che il libro mi è piaciuto, così come il suo protagonista, anche se ho letto molti pareri discordanti su Jase.
Ma procediamo con calma. 
Intanto la storia assolutamente non banale, certo i colpi di scena non lasciano a bocca aperta il lettore, andando avanti con la lettura le cose si fanno piuttosto chiare, però bisogna dire che le tematiche trattate e le reazioni dei due protagonisti Teresa e Jase sono abbastanza particolari per il genere. 
Teresa è una ragazza giovane, ma con le idee chiare di cosa vuole, la vita la mette alla prova con imprevisti, delusioni cocenti, ma lei la affronta sempre a testa alta. È stata a lungo una vittima, ma riesce anche a venire a patti con il suo passato e a perdonarsi. Brava e forte, mi piace perché di figure femminili così ce ne vorrebbero di più. 
Jase, che dire, è figo! Bello e tenebroso, ma con un cuore grande ed eterno indeciso. Un po' c'è, un po' sparisce, sbaglia, dice delle cose, se le rimangia, ne afferma altre. Insomma è un uomo, sembra vero, non come i soliti eroi di carta (in fondo non lo era neppure Cam, che ovviamente ho adorato. Qui le recensioni di Ti Aspettavo e Ti fidi di me?). Quindi per me è promosso a pieni voti.
"Sai, ho provato a starti lontano. Ho tentato di ignorare ciò che provo per te, e che non dovrei provare. Ma è una battaglia persa e non voglio più combattere. Non voglio ignorare la verità".

Sullo sfondo resta il college. Di vita da studenti se ne legge poca, qualche lezione, pranzi in compagnia e sporadiche feste. Invece conosciamo meglio nuovi personaggi alcuni veramente carini, altri pessimi.
Imperdibile per chi ha amato la storia di Avery e Cam.