martedì 31 marzo 2015

Amiamoci nonostante tutto

"L'amore è il vero quarto segreto di Fatima. Arriva quando meno te lo aspetti e ti rende stupido, cieco e sordo. Non esiste una cura contro questo virus che devasta il mondo da sempre, eppure, quando ne siamo immuni lo bramiamo"


Amiamoci nonostante tutto
di Vittorio De Argò

Trama

Si dice che l’amore non abbia età ed è proprio così per“Amiamoci,nonostante tutto”
In un panorama rosa prevalentemente al femminile, ecco emergere storie dal cuore maschile, un cuore che, però, ha sempre bisogno della mano gentile di una donna per trovare la propria strada. Storie diverse, età differenti, sentimenti ricchi di sfumature e modi d’essere, che nascono nella purezza di un bambino e si completano nella maturità dell’adulto.Emozioni, commozione, sorrisi; la mente del lettore viaggerà nei ricordi, passeggerà nel presente e magari immaginerà un futuro, sempre all’insegna dell’amore. Sarà Federico a condurci in questo percorso di gioia e ostacoli. Un giovane uomo, forse ancora immaturo, ma sicuramente diffidente nei confronti delle relazioni durature, che grazie ai racconti di un vecchio e saggio libro, riuscirà ad aprire il suo cuore...
 - Brivido
 - Il gioco della bottiglia
 - Le sudate carte
 - Il giovane anziano
 - Spegnete le candeline

***

Questa è la seconda volta che scrivo una recensione ad "Amiamoci nonostante tutto". La prima, che mi piaceva molto e riusciva a riassumere tutto quello che penso di questo libro di Vittorio De Argò, è andata perduta a causa di un incidente domestico. Il mio piccolo uomo, infatti, ha pensato di cancellare con un sol colpo della manina tutto il lavoro fatto dalla sua mamma.
Così eccoci di nuovo qua.
Parto subito col dirvi che questo libro mi è piaciuto molto. Intanto perché ha due protagonisti.
Il primo è, chiaramente l'amore, raccontato attraverso gli occhi, i cuori e le menti di 5 uomini diversi, sei se si aggiunge anche Federico che con le sue paure sarà il personaggio che ci accompagnerà per tutto il romanzo.
Il secondo protagonista sono proprio i libri e vi spiego perché. Vi è mai capitato di vivere un momento particolare della vostra vita e di trovare la risposta a tutte le vostre domande dentro le pagine di una storia? A me sì e l'ho trovato di grande conforto. In realtà, poi, il libro altro non è che il mezzo attraverso il quale riusciamo a capire ciò di cui abbiamo bisogno. E così accade a Federico, che racconto dopo racconto riesce a rispondere alle proprie domande e a trovare una cura alle paure.
qualche giorno fa Vittorio De Argò ed io ci stavamo scrivendo e mi ha chiesto quale fra le cinque storie riportate in  "Amiamoci nonostante tutto" mi sia piaciuta di più. Gli ho risposto senza indugi "Il giovane vecchio", ma poi ripensandoci avrei dovuto dirgli che me ne erano piaciute due. Infatti se de "Il giovane vecchio" ho apprezzato l'intreccio e l'evoluzione dei personaggi (il protagonista ha 40 anni) devo dire che "Brivido" mi ha ricordato perché il primo amore non si scorda mai: quella sensazione di eternità che fa girare la testa e toglie il fiato  e che Marco prova alla fine della seconda media.("Manuela sarà la mia ragazza per sempre" sospiro. "Ti innamorerai di altre Manuela, Marco, e ogni volta sarà più bello e meraviglioso" "No è impossibile! Non ci può essere nessuna migliore di Manuela!").
Se avete voglia di scoprire il punto di vista maschile dell'amore, questo è il libro che fa per voi. Ma non aspettatevi eroi muscolosi e senza paura: qua ci sono personaggi di carta molto veri. E poi c'è l'amore, positivo, che fa sorridere e scendere qualche lacrimuccia.
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venerdì 27 marzo 2015

Il giallo è servito, segnalazione evento

Buon venerdì a tutti!
Vi segnalo che questa sera ritornerà l'appuntamento mensile con "Il giallo è servito" alla Birreria Silvie a Lavagna; a partire dalle 20 oltre ad una buona cena si potrà gustare la compagnia di Alessandro Reali che presenterà il suo romanzo  giallo "Sambuco e il segreto di viale Loreto" Fratelli Frilli Editore.


“C'è un segreto sepolto, in questa storia, qualcosa che aspetta da qualche parte di essere svelato” e proprio il detective privato Sambuco ed il suo socio Dell'Oro cercheranno, ognuno col suo stile, di scoprire la verità. Tanto il primo è personaggio delicato, intuitivo, attento a cogliere dettagli e rielaborarli, tanto il secondo è rozzo e materiale: una coppia all'apparenza stravagante ma ben assortita, che si trova impegnata in una nuova indagine in quel di Sannazzaro de' Burgondi, nella provincia pavese. Cittadina che, assorta nell'estate afosa, si risveglia a causa del delitto dell' uomo più illustre e ben voluto da tutti, ma, mentre gli investigatori scoprono particolari, il lettore vive per le strade, riconosce volti e personaggi come se li avesse di fronte. E tra un boccale di birra ed un caffè le psicologie dei protagonisti vengono via via delineati con acuta e dettagliata descrizione. “Va tutto molto di fretta, cara signora, come se l'umanità, consapevole, conoscesse perfettamente i motivi di questa rissa continua per velocizzare i tempi e raggiungere la meta” ma noi non avremo fretta nel voler conoscere Alessandro Reali ed il suo “Sambuco e il segreto di viale Loreto”.
Per la prenotazione:  0185 1989392 oppure 333 8052050

giovedì 26 marzo 2015

Libri & cucina: leggerezza con zia Mame

Oggi ho voglia di leggerezza. Di corpo e di spirito.
Ma credetemi non è stato facile trovare il libro giusto per la ricetta giusta, che si sposassero alla perfezione (almeno nella mia testa). Ho molestato Francesca con decine di messaggi, finché alla fine, quando ormai avevo perso le speranze, ecco lì la soluzione al problema. Cercavo un libro che fosse divertente, leggero, ma che lasciasse anche qualcosa alla fine. Ed ecco che mi torna in mente "Zia Mame", il bellissimo romanzo di Patrick Dennis con una delle protagoniste più spassose che abbia mai conosciuto. Un romanzo che vi consiglio per l'ambientazione, l'epoca e per conoscere una donna che non dimenticherete in fretta. 
(Dopo il libro la ricetta di "chef" Francesca)


Zia Mame
di Patrick Dennis
Adelphi

Trama
Immaginate di essere un ragazzino di undici anni nell'America degli anni Venti. Immaginate che vostro padre vi dica che, in caso di sua morte, vi capiterà la peggiore delle disgrazie possibili, essere affidati a una zia che non conoscete. Immaginate che vostro padre - quel ricco, freddo bacchettone poco dopo effettivamente muoia, nella sauna del suo club. Immaginate di venire spediti a New York, di suonare all'indirizzo che la vostra balia ha con sé, e di trovarvi di fronte una gran dama leggermente equivoca, e soprattutto giapponese. Ancora, immaginate che la gran dama vi dica "Ma Patrick, caro, sono tua zia Mame!", e di scoprire così che il vostro tutore è una donna che cambia scene e costumi della sua vita a seconda delle mode, che regolarmente anticipa. A quel punto avete solo due scelte, o fuggire in cerca di tutori più accettabili, o affidarvi al personaggio più eccentrico, vitale e indimenticabile che uno scrittore moderno abbia concepito, e attraversare insieme a lei l'America dei tre decenni successivi in un foxtrot ilare e turbinoso di feste, amori, avventure, colpi di fortuna, cadute in disgrazia che non dà respiro - o dà solo il tempo, alla fine di ogni capitolo, di saltare virtualmente al collo di zia Mame e ringraziarla per il divertimento.

***
Budino di formaggio alle erbe

Con questa ricetta mio marito si è improvvisato cuoco e ha stupito gli amici a cena! Un sapore delicato per un antipasto semplice ma di effetto, che si può anche preparare il giorno prima tenendolo in frigo fino al momento di servirlo.

Ingredienti
4 foglie di basilico fresche
2 rametti di timo fresco
1 rametto di finocchietto selvatico
8 fili di erba cipollina
200 grammi di formaggio primo sale o formaggio fresco spalmabile (tipo caprino o cremino)
100 grammi di panna
4 albumi
3 pizzichi di sale
1 pizzico di noce moscata
600 grammi di acqua
4 fettine di pancarrè
4 fette di speck o di prosciutto crudo

Con il Bimby:

Lavare e asciugare basilico, timo, finocchietto ed erba cipollina, mettere nel boccale e tritare 3 sec. vel. 7. riunire sul fondo con la spatola.
Aggiungere formaggio, panna, albumi, sale e noce moscata, amalgamare 30 sec. antiorario vel. 4. Suddividere il composto in 4 stampini di alluminio, chiudere avvolgendo gli stampini con pellicola trasparente resistente al calore (quella per forno a microonde) e sistemarli nel Varoma.
Senza lavare il boccale versare l'acqua, posizionare il Varoma e cuocere a vapore 50 min. varoma vel. 1. Terminata la cottura, riporre gli stampini in frigo per almeno 1 ora prima di servirli.
Con un coppapasta o un coltello ritagliare il pancarrè della dimensione degli stampini e abbrustolire.

Senza il Bimby:

Lavare e asciugare basilico, timo, finocchietto ed erba cipollina, mettere nel mixer e tritare. Versare in una ciotola le erbe tritate insieme a formaggio, panna, albumi, sale e noce moscata e amalgamare.
Suddividere il composto in 4 stampini di alluminio, chiudere avvolgendo gli stampini con pellicola trasparente resistente al calore (quella per forno a microonde) e sistemarli nella vaporiera, cuocendo per 50 minuti. Terminata la cottura, riporre gli stampini in frigo per almeno 1 ora prima di servirli.
Con un coppapasta o un coltello ritagliare il pancarrè della dimensione degli stampini e abbrustolire.


Per impiattare: posizionare sul piatto una fetta di pancarrè, condire con un filo d'olio (se lo gradite anche una veloce strofinata di aglio), adagiarvi sopra il budino e guarnire con una fettina di prosciutto crudo o di speck, due foglioline di basilico e qualche filo di erba cipollina.


mercoledì 25 marzo 2015

Sei il mio sole anche di notte

"La vera bellezza è quella che non svanisce e non crolla, ha bisogno di tempo. Di fatica. Di una resistenza incredibile. È la goccia lenta a creare una stalattite, il tremito della terra a dare origine alle montagne, il continuo infrangersi delle onde a spezzare le rocce e smussare i margini più aspri. E dalla violenza, dalla foga, dalla furia dei venti, dal rombo delle acque, emerge qualcosa che è migliore, qualcosa che altrimenti non sarebbe mai esistito. Per questo noi resistiamo. Abbiamo fede che esista uno scopo più elevato. Speriamo in qualcosa che non possiamo vedere. Crediamo che ci sia un insegnamento nella perdita, che ci sia potere nell'amore, e che dentro di noi ci sia il potenziale di una bellezza tanto magnifica che i nostri corpi non possono contenerla"


Sei il mio sole anche di notte
di Amy Harmon
Newton Compton Editori

Trama
Ambrose Young è bellissimo, alto, muscoloso, con lunghi capelli che gli arrivano alle spalle e uno sguardo che brucia di desiderio. Ma è davvero troppo per una come Fern Taylor. Lui è perfetto, il classico protagonista di quei romanzi d'amore che Fern ha sempre adorato leggere. E lei sa bene di non poter essere all'altezza di un ragazzo del genere... Ma la vita a volte prende pieghe inattese. Partito per la guerra dalla piccola cittadina di provincia in cui i due giovani sono cresciuti, Ambrose tornerà trasformato dalla sua esperienza in prima linea: è sfigurato nei lineamenti e profondamente ferito nell'anima. Fern riuscirà ad amarlo anche se non è più bello come prima? Sarà in grado di conquistarlo? Saprà curarlo e ridargli la fiducia in sé?


***
Se avete intenzione di leggere "Sei il mio sole anche di notte" preparate scorte di fazzoletti, perché è un romanzo ad alta dose di emozioni. Lo ammetto ho pianto veramente tanto, ma non solo per ciò che accade durante il romanzo, ma anche (e fosse soprattutto) per quello che accade dentro i protagonisti. Il loro modo di affrontare la vita e le catastrofi commuove profondamente.
Ma voglio soprattutto parlarvi dei tre splendidi personaggi che sono nati dalla penna della bravissima e talentuosa Amy Harmon, partendo da quello che più mi è rimasto nel cuore.
Bailey forte, coraggioso, sarcastico e vero. Bailey è il cugino di Fern e il suo migliore amico, è molto malato e questo lo porta a vivere con una consapevolezza da cui tutti dovremmo trarre insegnamento. Nel suo essere a volte molto diretto e duro, non c'è cattiveria, ma il desiderio di fare la differenza per le persone a cui vuole bene. L'ho adorato e più di tutti si è creato una nicchia nel mio cuore

"Lui però mi ha detto che, a posteriori, quella che gli era sembrata la cosa peggiore che potesse mai accadere si era trasformata in un dono incredibile. Mi ha detto che Bailey gli ha insegnato ad amare, a vedere le cose in prospettiva, a vivere per il presente, a dire ti amo spesso e con convizione. E a essere grato per ogni giorno. Gli ha insegnato la pazienza e la perseveranza"

Ambrose è un ragazzo buono, serio, impegnato. Mai una cattiveria, mai un eccesso. Però sente su di sé le aspettative di un'intera cittadina e questo lo porta a volersi allontanare per un po', per farlo sceglie la guerra, forse anche spinto dal desiderio di rendersi utile alla sua Patria. Tornerà ferito profondamente nel corpo e nell'anima, di quelle ferite che difficilmente si rimarginano e passano. Lui mi è piaciuto soprattutto dopo, quando lotta suo malgrado per ricostruirsi una vita. Non è facile superare dolori così forti e penetranti e già solo il provarci rende l'idea del valore di un essere umano.
Fern impacciata, innamorata, acuta e intelligente. Resta troppo a lungo avviluppata nell'idea di essere un brutto anatroccolo, ma, a parte questo, ha una forza e una bontà ammirevoli. Ama il cugino e si prende cura di lui con costanza e pazienza, ama Ambrose e neppure un volto sfigurato la allontana da quel sentimento che la spinge a fare di tutto pur di aiutarlo. L'ho trovata una piccola eroina dai capelli rossi.
"Sei il mio sole anche di notte" è un libro sulla bellezza, fisica, ma soprattutto dell'anima. Di come uno sguardo possa catturare molto di più dell'involucro se ci si concede di soffermarsi per un attimo sulle persone che ci circondano. Ercole può diventare un ragazzo normale e il brutto anatroccolo si può trasformare in un cigno. 
Leggetelo, vi resterà nel cuore. E se non lo avete fatto, leggetevi "I cento colori del blu" (qui la recensione) sempre della stessa autrice.

lunedì 23 marzo 2015

Appena un rumore nell'aria


Appena un rumore nell'aria
di Pino Corva
Abel Books

Trama

Il bianco e il nero si miscelano in un contrasto di linee e prospettive a Pitigliano, all’imbrunire, tra i colori del tufo. L’anziano parroco del borgo riceve la visita di un collega londinese, John Steel, con cui comunica da anni a livello epistolare. L’uomo sta vivendo un momento denso di conflittualità, dopo aver ospitato Anna, una giovane ragazza ungherese, per le mansioni domestiche al posto della ormai anziana perpetua. Ernesto Tinelli, il parroco del borgo, racconta degli inquietanti fatti che accadono a Pitigliano, spiegando a John di aver conosciuto Anna in un frangente particolare, dove la ragazza aveva intrapreso una cattiva strada, legata a suo giudizio al furto compulsivo, e in quella circostanza aver deciso di aiutarla, dandole un lavoro in canonica ed infondendole sani principi. Ernesto dice a John di aver scoperto in un secondo tempo le particolari caratteristiche narcisistiche della ragazza, che la inducono a sedurre per denaro altri uomini. Nel mentre, a Londra una conoscente di John viene trovata assassinata nel suo appartamento. Il detective Jeff Brady inizia ad indagare, finendo sulle tracce di un abile killer professionista, esperto nell’assumere svariate identità pur di sfuggire alla cattura. Jeff Brady scopre con l’aiuto dell’Interpol, e di tecniche scientifiche che l’uomo a cui sta dando la caccia la Polizia Internazionale si trova proprio a Pitigliano, sotto un’altra veste, avendo assunto le sembianze di un uomo trovato morto all’aeroporto di Fiumicino. L’alba e l’imbrunire, una miscela di colori e di sentimenti attraversano Ernesto e John, all’interno dello spazio povero ed austero della canonica. L’incontro con Ernesto, per John sarà artefice di un radicale cambiamento, che lo porterà ad avvicinarsi alla spiritualità. E sul finire sarà proprio John, nel turbinio degli eventi, a cercare di aiutare l’anziano parroco ormai sempre più vittima dei sensi di colpa e di una forte depressione, ad uscire dal suo malessere. Pur non riuscendo a salvargli la vita, John porterà a termine in qualche modo la sua promessa.

***
Io adoro Pitigliano. Ci sono stata in vacanza nel 2011 e l'ho trovato un posto pieno di fascino, adatto come scenografia per una storia dai toni misteriosi. L'ambientazione di "Appena un rumore nell'aria" di Pino Corva è quindi è perfetta, si adatta senza sforzo alla matassa di avvenimenti che si dipanano durante la vacanza di John Steel nel paese toscano, che è un grande protagonista di questo romanzo giallo. Sono proprio i rumori, le strade, i luoghi di Pitigliano a creare quel senso di inquietudine come di qualcosa che sta per accadere da un momento all'altro che ci accompagna per tutto il libro. E allora ti viene voglia di tornarci, magari all'imbrunire verso la fine di agosto per sentire quel sussurro fra le case che si dice sia tutta colpa del vento.
Mi dispiace non potermi soffermare con voi troppo a lungo sui personaggi che popolano questo libro, ma trattandosi di un giallo il rischio spoiler è abbastanza elevato, anche se, durante il susseguirsi della storia, ci si accorge abbastanza presto della verità, pur non sapendo cosa potrà accadere. 
Detto questo pollice alto per John Steel, soprattutto per i suoi dialoghi con Ernesto, e per Jeff Brady per la sua dedizione al lavoro.
Pollice verso, invece, per Anna che non sono riuscita ad inquadrare.
La scrittura di Pino Corva è leggera, descrive, ma senza dilungarsi troppo. 
Se devo cercare qualcosa che non mi sia piaciuto di "Appena un rumore nell'aria" posso dire che avrei apprezzato di più un maggiore approfondimento delle vicende, perché la parola fine non vale anche per i dubbi che non vengono svelati.



domenica 22 marzo 2015

16^ tappa del Blogtour di Apostasia

Buona domenica a tutti, oggi con gioia ospito la 16^ tappa del Blogtour di Apostasia. Ecco a voi la mia recensione e l'intervista all'autrice Marie Albes





"Chiara", ansimò portandosi la sua mano al petto. "Ogni volta che avrai paura, ricordati come batte ora il mio cuore. Ricordati della paura che ho io stesso di sbagliare, rischiando in tal modo di perderti per sempre". Così Chiara sentì il cuore di Josè tremare proprio come il suo, e avrebbe quasi pianto di gioia in quel momento, se non fosse stata tanto in pace con la vita, cullata dalle parole vibranti di Josè.


Apostasia 
Di Marie Albes

Trama
Non si muore per amore, siamo progettati per sopportarlo. 

Chiara affronta la sua vita con il sorriso: sono ormai dieci anni che vive in un piccolo convento nelle campagne fiorentine dove il tempo pare essersi fermato, e la fede che l'ha spinta a prendere i voti sembra crescere come un fiore in primavera. 

Ma ecco che un giorno arriva José Velasco – giovane spagnolo venuto in Italia per scoprire il segreto che tormenta la sua famiglia da anni – e per la prima volta Chiara sente qualcosa palpitarle dentro al petto, un sentimento profondamente sbagliato per una ragazza che indossa un velo come il suo. 

Così l'amore inizia il suo gioco di sguardi, e mentre José è costretto a lavorare nelle campagne intorno al convento per riuscire a indagare sul proprio passato, Chiara passa le giornate aspettando l'ora di lezione che trascorre con lui, per insegnargli una lingua che in realtà José conosce già abbastanza bene. 
Nel frattempo l'estate scivola via, lasciando che Chiara e José continuino a inseguirsi a vicenda, ormai incapaci di ignorare ciò che li invade, ma allo stesso tempo impauriti da un vincolo che rappresenta qualcosa di più pericoloso di un semplice voto monastico. 
E se la religione fosse più forte dell'amore? 
Il libero arbitrio forse esiste veramente, ma è qualcosa di molto fragile.


***
Ho letto Apostasia in due giorni, rapita da una storia che ho trovato avvincente, ma anche delicata. Avvincente perché vieni risucchiata dal mondo di Chiara e Josè, ti senti parte di quello che gli accade, provi empatia per loro e per quel sentimento che cresce senza che se ne vogliano accorgere. Delicata perché parla di un argomento difficile, di un amore proibito, di religione, ma lo fa in punta di penna e scopri alla fine molta più fede in una scelta difficile e diversa che in tante persone che invece si nascondono dietro a un abito.
La storia poteva essere rischiosa, parlare di un sentimento sbocciato fra una suora e un marinaio poteva portare l'autrice Marie Albes a commettere un passo falso. Invece tutto fila liscio, c'è un percorso, ci sono delle motivazioni,  i dubbi, i sensi di colpa. Tutto si incastra alla perfezione creando un libro scritto bene, con una delicatezza rara.
I suoi personaggi sono credibili e di quelli che si creano un posto nel cuore del lettore per poi non lasciarlo più.
Di Chiara mi è piaciuta la purezza, ma anche l'incredibile forza che dimostra nel corso della storia. Ci fa ricordare come, nonostante l'esistenza ci porti a volte a dover scalare delle montagne, le difficoltà possano essere superate.
A Josè invece attribuisco la spensieratezza e la voglia di vivere, affrontare la vita con un sorriso non è da tutti, ma lui quasi sempre ce la fa.
Di altri due vi parlerà Marie, ma staremo molto attente perché il rischio spoiler è piuttosto elevato. Vi posso solo dire che alcun li ho proprio odiati, per altri invece, come per Chiara e Josè, ho lasciato un posticino libero nel mio cuore.
È vero quello che dice Marie quando afferma che il suo è un romanzo color amaranto, perché la storia d'amore fra una donna e un uomo non può essere rosa, ma deve riflettere una maturità e un intensità che solo un colore vivo e pieno possono rappresentare.
Ho incontrato Marie a Genova alla Feltrinelli, per berci una cosa e fare due chiacchiere. Alla fine ci siamo ritrovate sedute su due seggiolone nel reparto bambini a parlare di libri, vita, fede con un'intensità che trovi solo in persone dall'animo grande. E se questa profondità si rispecchia nei suoi libri, è ben evidente quando si passa un'ora in sua compagnia.




Ecco dove Marie ed io abbiamo fatto due chiacchiere 

Chi è Marie Albes?
Intanto non si chiama così, ma questo è uno pseudonimo molto personale scelto perché legato ad una persona che era molto importante per me. Nella vita lavoro con i fiori, come grafica e scrivo.

Quali sono le tue più grandi passioni?
I libri e la natura, che emerge in tutti i miei libri.

Quando scrivi?
Quando mi viene l'ispirazione, magari mi segno solo delle frasi o delle parole su un taccuino che poi metto assieme.Al termine della stesura rileggo diverse volte il romanzo - l'editing è la parte più noiosa della scrittura, almeno per l'autore stesso - e quando sono sicura di ciò che ho scritto, o quasi, faccio sempre rileggere tutto a qualcuno: il parere di una persona esterna è importantissimo. Quando ho iniziato questa avventura, i miei beta - reader erano degli amici, poi ho conosciuto diverse blogger e alcune di loro hanno partecipato alla lettura.

Sei credente?
Sono agnostica, ma ammiro molto le persone che hanno fede. Io sono molto concreta, credo a quello che vedo, però il semplice sbocciare di un fiore è una di quelle cose che ti fa per forza porre delle domande

Chiara nel corso del romanzo fa un percorso di crescita, anche tu lo hai fatto?
È nelle difficoltà della vita che incontri il tuo vero io, che scopri te stessa e la forza che hai. Chiara vive in una bolla, quando incontra Josè deve fare una scelta se rimanere in quella situazione o scoprire la vita. Io nella mia esistenza sono cambiata e chissà ancora quanto lo farò. Non si smette mai di imparare.

Parliamo un po' dei personaggi secondari di Apostasia. Partiamo dalla Badessa, a chi ti sei ispirata?
È un insieme di tante persone che conosco. Fa parte della famiglia di Chiara, non di quella da cui nasce, ma quella della vita che ti crei nel corso degli anni e che si allarga per accogliere nuove persone. Per la protagonista la madre superiora ricopre bene la figura materna.

Un altro personaggio che mi ha colpita è quello di suor Costanza, l'antitesi di Chiara,  cosa ci dici di lei?
È l'emblema dell'invidia e del fatto che non è detto che le persone religiose siano per forza buone.  Io in genere li divido in due categorie: i religiosi d'animo e quelli che indossano una maschera e credono per sentito dire. Non è detto che Costanza perché indossa il velo sia brava, e che Chiara che invece ha il velo ma s'innamora sia cattiva. Costanza segue fermamente le regole è ligia al dovere, ma invidia Chiara che invece si ribella ma è pura d'animo.

Tre aggettivi per descrivere Josè
Solare, sensibile e altruista

Tre aggettivi per descrivere Chiara
Ingenua, forte e orgogliosa

Prima di salutarvi lascio la parola a Marie per comunicarvi un appuntamento
Intanto ringrazio i lettori e i blogger, poi vi segnalo che farò una presentazione di Apostasia il 16 aprile a Genova alle 17,30, per maggiori dettagli vi rimando alla pagina facebook.
Ecco le prossime tappe del blog tour:



Pagina facebook
Book trailer

mercoledì 18 marzo 2015

Dritti nella mia wishlist

Buongiorno, oggi vi presento due libri che mi sono stati segnalati. Entrambi mi hanno colpito molto e  spero di poterli leggere al più presto.



30 anno zero - il giro del mondo per investire su se stessi (uscito l'11 marzo)
di Marianna Sansone e Antonio Benforte
Nativi Digitali Edizioni
Link per acquisto o altre info: www.natividigitaliedizioni.it/prodotto/30annozero

Trama

Arrivati alla soglia dei trent'anni, Marianna e Antonio si sono chiesti: "Ma è tutto qua?" Così hanno mollato i loro impieghi a Milano, sono tornati a Napoli. Da lì sono ripartiti, cambiando vita, fondando l'associazione culturale Econote, investendo su se stessi e sulle proprie capacità, e hanno iniziato a coltivare un'idea azzardata, secondo alcuni folle: "E se facessimo il giro del mondo?". Nel giugno 2014 sono partiti per Barcellona, San Sebastian e quindi Londra: da lì è iniziato il loro "Round The World", verso la Florida, la California, l'Australia e la Thailandia. 65 giorni, 10 tappe, oltre 60000 km su svariati mezzi di trasporto a spasso per quattro continenti, contenendo le spese grazie all'ospitalità di amici o di benevoli sconosciuti grazie al Couchsurfing. Dall'esperienza di Antonio e Marianna è nato un blog, e ora questo diario di viaggio, carico di spunti, suggestioni e consigli utili a tutti coloro che accarezzano il sogno di "mollare tutto e partire" senza investire un capitale. O anche a chi è curioso di "vivere" un giro del mondo attraverso le loro parole e fotografie. 

***


Chemical Games - Equazione equatoriale degli abissi (in uscita il 19 marzo)
di Miriam Ciraolo

Trama

E se vi dicessero che la chimica è molto più di ciò che sembra? 
Grace questo non lo credeva possibile, o meglio, credeva che tutto ciò che riguardasse suo padre, il celebre scienziato Fernando Flores, dovesse essere censurato dalla sua esistenza. Ma quando tu stessa sei la chimica, non puoi nasconderti per sempre. Condurre elettricità è pericoloso, sopratutto se ignori le proprietà chimico fisiche dell'elemento di cui sei guardiana.  D'altra parte anche Andrea Casale, un ragazzo di vent'anni, guardiano dell'ossigeno, non comprende fino in fondo l'importanza della sua natura, fin quando capisce che la chiave per sconfiggere la morte, risiede proprio in lui, nelle sue molecole di O2. Ma il mondo dei guardiani della materia non è così semplice, tra bene e male, tra elementi e capacità nascoste, tra grandi tecnologie e segreti della materia, un gruppo di scienziati all'avanguardia cospira all'insaputa del mondo. 
Anche l’umanità ha le sue gerarchie. I guardiani della materia sono tra noi e il loro elemento è un nome inciso sulla tavola periodica. Centodiciotto elementi, divisi in due schiere nemiche, saranno tutti in cerca dell’equazione che rivelerà ciò che si nasconde dietro la materia. Per decifrarla però, rimane solo un’incognita: il tassello mancante. 
Rame, ossigeno, oro, mercurio, carbonio, e tu? Quale elemento sei?

Qui il video promozionale
Pagina facebook: guardiani della materia 

martedì 17 marzo 2015

Ascolta il tuo cuore

"Seduta a quel tavolo, guardando mia sorella, mi chiedevo cosa fosse più difficile, alla fine. Il fatto di dire qualcosa, o a chi si diceva. O se, una volta detta, solo la storia contasse".



Ascolta il tuo cuore 
di Sarah Dessen
Newton Compton

Trama
Nel giro di un anno la vita di Annabel è completamente cambiata: da quando è stata scoperta a una festa con il fidanzato di Sophie, la sua migliore amica, tutti la evitano. L'anno scolastico inizia per lei nel peggiore dei modi. E la situazione a casa non contribuisce affatto ad aiutarla, infatti la sua famiglia un tempo solida, sembra essere adesso, priva di equilibrio e instabile. Che cosa è successo tra le sue due sorelle maggiori? Perché tra di loro c'è un palpabile risentimento e dei silenzi glaciali? E perché nessuno ha il coraggio di parlare dell'anoressia di Witney o della depressione della madre? Annabel trova conforto in una strana amicizia con il ragazzo più solitario della scuola, Owen. Anche lui è arrabbiato col mondo, ma ha imparato a controllare i suoi sentimenti e cerca di insegnare a Annabel a fare lo stesso. Forse, con il suo aiuto, troverà il coraggio di affrontare quello che le è successo un anno prima, alla festa. Quando nella sua vita tutto è improvvisamente crollato


***
Ci sono mille ragioni per cui questo libro mi è piaciuto tantissimo. Spero di riuscire ad elencarvele tutte, ma soprattutto a trasmettervi quelle piccole sfumature che lo hanno reso una lettura speciale. Tanto che se usassi un sistema di rating questo si meriterebbe cinque stelline e la lode.
Al primo posto c'è sicuramente la musica. Questo libro ha una colonna sonora a volte stramba, sicuramente non "da primo ascolto", decisamente interessante. Premetto che io adoro la musica, la sensazione che ci lasciano alcune canzoni, quelle che ci aprono squarci di emozioni nel petto tanto da farci annaspare… di gioia o tristezza non importa. Ecco la musica in "Ascolta il tuo cuore" è la regina indiscussa, perché c'è sempre anche nel silenzio, attutita dalle spatole di un autolavaggio o sparata fino a perforare i timpani. 
La scrittura, perché Sarah Dessen con la penna ci sa proprio fare. Avrei sottolineato tutto, tanto per farvi rendere conto.
Vi scrivo questo estratto per due ragioni, la prima è che devo assolutamente andare in un autolavaggio (è lì che si svolge questa scena), chiudermi in auto e ascoltare la musica; la seconda è che a me quella sensazione di cui parla (il presente che diventa un momento unico) mi è sembrata molto familiare, come tante di quelle descritte nel libro.
"Ma a poco a poco si è calmato, quando la traccia successiva del cd è cominciata con un tenue mormorio seguito da un pizzicare di corde. C'era anche un ronzio di fondo, ma con l'acqua che colava intorno a noi e l'interno della macchina che sembrava più piccolo, poi sempre più piccolo, questo sembrava dissiparsi, scomparire alle nostre spalle. Sentivo il ronzio delle spazzole che si avvicinavano, mescolato con la melodia triste di un violino. Potevo già percepirlo, quel rallentare del tempo, il cristallizzarsi del presente in un momento unico, qui, adesso".
Poi c'è Owen. Non è un belloccio (evviva), non è popolare (urrà) e non ha nemmeno chissà quali scheletri nell'armadio (stupefacente).
Owen ha seguito un programma per la gestione della rabbia a causa di una rissa, il che lo rende decisamente introspettivo. È sincero, sempre. Ed è un fratello gentile. 
In più è fissato con la musica e questo nella mia personale scala di giudizio fa salire direttamente di 100 punti.
Annabel, invece, è bellissima ma di quella bellezza che non è ostentata. Fa la modella, ma non si atteggia a tale. Sarà forse che la conosciamo in un momento decisamente buio, ma a me è piaciuta, l'ho trovata reale. Così come le sue sorelle. 
"Ascolta il tuo cuore" è un libro pieno di poesia, al di là dei problemi che i personaggi dovranno affrontare e di quello che gli accade o gli è accaduto, poesia nella ricerca di se stessi, che sia un percorso fatto di silenzi e bugie e musica, oppure con terapeuti e piantine di erbe aromatiche da far crescere, o ancora lontano da casa a imparare l'arte dell'ascolto. 
In tutto questo a far da scenografia a molte delle scene c'è una casa di vetro che sembra mostrare tutto, ma che invece cela molte cose a chi la osserva dall'esterno, un po' come se fosse una metafora di tutti noi.
Strabello (che non esiste, forse, ma rende l'idea)!

lunedì 16 marzo 2015

Tag: Reader's problems

Leggere è una cosa seria e per chi, come me, non può fare a meno di avere almeno un libro fra le mani ci sono problemi che vanno affrontati con un certo spirito!
Ringrazio Lotus Heart Blog per avermi taggata (passate da lei e sbirciate nel suo piccolo bellissimo mondo, mi raccomando!) e ora vi lascio alle mie risposte.

***

1) Hai 20000 titoli sulla tua lista TBR (to be read). Come fai a scegliere la tua prossima lettura?
Mi lascio guidare dall'istinto e scelgo il libro che mi sembra più adatto al mio umore. 
Il problema è che la mia lista di libri da leggere è veramente lunga e in continua crescita, per cui a volte mi viene un pochino di ansia e cerco di dare la priorità ai romanzi che da più tempo sono in lista di attesa.

2) Sei arrivata a metà di un libro, ma proprio non ti piace. Lo abbandoni o lo finisci a tutti i costi?
Difficilmente non finisco un libro, anche se non mi piace. In questi casi ammetto di usare la lettura veloce (saltello qua e la fra i paragrafi). Se anche così non riesco ad andare avanti allora la smetto. Leggere deve essere un piacere, se non mi piace una storia meglio andare oltre.

3) Si avvicina la fine dell'anno e sei così vicina, ma allo stesso tempo così lontana dal completare la tua Reading Challenge su Goodreads. Provi a metterti in pari? Se sì, come?
Non ho una Reading Challenge su Goodreads perché mi farebbe vivere una delle cose che più amo con un'ansia di fondo. Leggo e basta. Che siano 50 o 100 libri l'importante è quello che mi hanno lasciato. 

4) Le copertine dei diversi volumi di una serie che ami non si abbinano (es. alcuni rilegati, altri in brossura, o in edizioni diverse e via dicendo). Come gestisci la cosa?
Prima mi innervosisco e dopo cerco di farmene una ragione. Prima, nella vecchia casa, i libri erano impilati un po' ovunque per mancanza di spazio; dove vivo ora invece li potrò sistemare per bene allora probabilmente le copertine incompatibili saranno un problema :(

5) Tutti sembrano amare un libro che proprio non sopporti. Con chi leghi e condividi i tuoi sentimenti?
Se un libro non mi piace lo dico, anche se è il best seller del momento. Comunque prima di giudicare lo provo a leggere

6) Stai leggendo e ti rendi conto che sta per scoppiare in lacrime in pubblico. Cosa fai?
Piango, tanto non riuscirei a trattenermi. Sicuramente essere in un luogo pubblico mi inibirebbe per cui sono (quasi) certa che non singhiozzerei. Nel caso comunque indicherei le pagine del libro in questione, come a dire: "È colpa sua"

7) E' appena uscito il sequel di un libro che ti è piaciuto molto, ma nel frattempo hai dimenticato quasi tutto del volume precedente. Lo rileggi, cerchi riassunti online, o piangi dalla frustrazione?
Sì che sono una che si commuove facilmente, ma piangere perché non mi ricordo tutto un libro che ho letto proprio no. Se esce il sequel di un romanzo che mi è piaciuto le mie reazioni sono: fare  i salti di gioia, acquistarlo, rifare i salti di gioia. Poi eventualmente rileggere qua e là quello precedente oppure qualche recensione per rinfrescarmi le idee.

8) Non vuoi che nessuno, ma proprio NESSUNO, prenda in prestito i tuoi libri. Come lo spieghi educatamente a chi ti circonda?
A qualcuno, di cui mi fido, li presto. Agli altri spiego educatamente che per me i libri sono come dei parenti da cui non voglio separarmi mai. E se proprio insistono, posso anche pensare di comprargliene una copia.

9) Hai iniziato ed abbandonato 5 libri nell'ultimo mese. Come esci da questo tunnel della lettura incompleta?
Non mi è mai successo, ma se accadesse penso che opterei per la lettura di un libro che sicuramente incontra i miei gusti. Comunque spero che non mi accada mai, perché mi potrei preoccupare.

10) Ci sono così tanti libri in uscita che vorresti leggere! Quanti ne compri, alla fine?
Ho una tecnica per farmi sentire meno in colpa: alcuni li compro, altri li inserisco in wishlist… poi appena ho meno acquisti da fare ne compro un paio.
Il risultato è che li compro tutti, ma a me sembra di farlo con parsimonia.

11) Dopo che li hai comprati, quanto tempo restano nella libreria in attesa di essere letti?
Dipende. Ci sono libri che aspetto da un sacco e che poi restano nella mia biblioteca fino a quando non arriva il momento giusto per iniziarli. Altri che inizio appena li ho tra le mani. Vado a sentimento.

Non taggo nessuno in particolare, ma invito tutti quelli che vorranno rispondere alle domande a farlo.


mercoledì 11 marzo 2015

Libri & Cucina: uno strappo alla dieta di Olivia con un muffin al cioccolato

Quella di oggi è un'accoppiata un po' azzardata, infatti ho deciso di parlarvi di un libro che ho recensito quasi  un anno fa che racconta la storia di una ragazza in sovrappeso e di come lei decida di cambiare la sua vita e di accomunarlo con una ricetta per preparare i muffin. 
Strano, no? Non tanto secondo me, perché credo che le diete e i sacrifici che una persona fa per essere in forma, possano anche contemplare uno strappo alla regola. E che peccato migliore più esserci di quello che si commette mangiando un muffin con gocce di cioccolato?
Torniamo al libro, si tratta di Training in love (qui la mia recensione) romanzo molto divertente, ma anche stimolante perché ci spinge a chiederci se anche noi potremmo fare qualcosa di più per migliorare la nostra vita e come. Io ho amato Olly, spero lo facciate anche voi.
Vi lascio alla trama del libro e poi alla ricetta di Francesca.


Training in love
di Manuela Pigna

Trama
Olivia è una ragazza dolce e simpatica, ha un unico problema: il sovrappeso. Per quasi tutta la vita è stata una ragazza grassa, presa di mira a scuola e non solo a causa delle sue dimensioni; ha passato diversi anni a lottare strenuamente con la bilancia, gettando la spugna quando sembrava che ogni tentativo non andasse a buon fine, e rassegnandosi a vivere per sempre con tutti i suoi chili in più. Finché una sera un incontro con un ragazzo speciale non le ridona un nuovo stimolo per risolvere il problema con l'alimentazione una volta per tutte e iniziare a vivere la sua vita a pieno, cominciando dal cambiare se stessa e finendo con il progetto di conquistare il ragazzo in questione. Attorniata da amici premurosi, cerca una figura professionale che la aiuti nel suo intento, senza sapere che questo sconvolgerà per sempre i suoi piani. E proprio quando tutto si realizzerà esattamente come si era augurata, si renderà conto che il fato è ironico e birichino, e a volte, quando i desideri si realizzano, non si è così felici come ci si aspetterebbe, soprattutto se nel frattempo quei desideri sono cambiati, sconvolti da un turbine alto e biondo, difficile da ignorare

***
Muffin con gocce di cioccolato

Per me un dolce non è davvero tale se non ha un po' di cioccolato e sul web ho trovato questa ricetta davvero semplice e veloce per fare dei muffin gustosi, morbidi e belli gonfi (perchè anche l'occhio vuole la sua parte!).

Ingedienti per 12 muffin:

300 grammi di farina 00
100 grammi di zucchero
150 grammi di latte (io ho usato quello ad alta digeribilità, vengono bene lo stesso)
120 grammi di olio semi girasole
2 uova
1 pizzico di sale fino
1 bustina di lievito per dolci
60 grammi di gocce cioccolato  

Con il Bimby: 
Nel boccale inserire uova, zucchero, olio di semi e latte, mescolare 1 min. Vel. 4. Aggiungere farina, sale e lievito e amalgamare per un altro min. vel. 4. Aggiungere anche le gocce di cioccolato (tenerne da parte un po' per la guarnizione) 15 sec. antiorario vel. 2. Riempire i pirottini per 3/4 (se lo avete potete usare il cucchiaio da gelato per aiutarvi con le dosi) e cospargere la superficie con qualche goccia di cioccolato. Cuocere in forno già caldo ventilato a 160° per 20 minuti circa (per verificare la cottura fare la prova dello stecchino).

Senza il Bimby:

In una terrina mescolare uova e zucchero, quindi aggiungere gli altri ingredienti, 3/4 circa delle gocce di cioccolato e amalgamare. Versare il composto nei pirottini riempiendoli per 3/4 (se lo avete potete usare il cucchiaio da gelato per aiutarvi con le dosi) e cospargere la superficie con qualche goccia di cioccolato. Cuocere in forno già caldo ventilato a 160° per 20 minuti circa (per verificare la cottura fare la prova dello stecchino).



lunedì 9 marzo 2015

Origin

"Voglio che i miei anni siano composti di secondi e minuti passati insieme a te. Parlo di decenni solo per noi"




Origin
di Jennifer L. Armentrout
Giunti

Trama
Il quarto episodio della serie "Lux". Sono passate trentuno ore, quarantadue minuti e venti secondi da quando le porte del quartier generale di Dedalo si sono chiuse, separando Daemon da Katy, rimasta nelle mani del nemico. E la rabbia che il giovane alieno sente bruciare dentro cresce a ogni istante, facendo tremare le pareti della cella in cui i suoi stessi compagni lo hanno rinchiuso per impedirgli di andare a salvare Katy: una follia che metterebbe a rischio la sua vita e la sicurezza dell'intera comunità dei Luxen. Ma Daemon sa che niente e nessuno potrà mai tenerlo lontano dalla ragazza che ama: anche se questo significasse radere al suolo tutto il suo mondo. Katy, intanto, può solo cercare di sopravvivere. Tenuta prigioniera e sottoposta a misteriosi test, entra in contatto con gli uomini di Dedalo, scoprendo scenari finora insospettabili che mettono in crisi tutte le sue certezze. È davvero possibile conoscere fino in fondo quelli che ami? Chi sono i cattivi? Dedalo? Gli umani? O magari gli stessi Luxen?

***
Per recensire il quarto capitolo della fortunata serie "Lux" (per rinfrescarvi le idee ecco le recensioni ai libri precedenti: Obsidian, Onyx, Opal) basterebbe una sola parola: Daemon. È lui il protagonista indiscusso di Origin: bello, ironico, pronto a tutto per la sua Katy. E la cosa che mi è piaciuta di più è che il lettore finalmente può leggere i suoi pensieri, scoprire cosa gli frulla nella testa (e che testa!!!) e vedere fino a che punto sono intensi i suoi sentimenti. Daemon è strepitoso, mantiene viva la sua innata ironia pur nella tragedia, è forte, non teme gli avversari ed è super sexy.
Un altro aspetto di "Origin" che mi è piaciuto molto è che la tensione in questo libro non scema mai, per farvi capire a un certo punto della lettura mi sono accorta di essere rilassata e mi sono stupita. Naturalmente questa sensazione ha avuto vita breve e subito dopo è successo il finimondo. C'è tantissima azione, colpi di scena che lasciano a bocca spalancata e molte lacrime.
La Armentrout ci fa scoprire qualcosa di più su tutta la faccenda di alieni, umani, Dedalo pur mettendoci qualche enigma in più. Ovviamente le domande che restano senza risposta alla fine del libro sono veramente tante e solamente l'uscita del quinto e ultimo capitolo potrà far luce sulla vicenda. 
Da quanto mi è sembrato di capire (ma non vorrei sbagliarmi) anche l'ultimo libro vedrà la storia raccontata da tutti e due i protagonisti, e io lo spero perché se Katy è simpatica e divertente, Daemon è fantastico e il doppio punto di vista regala molto alla storia.
Se lo leggerete - e io vi consiglio di farlo perché è scritto bene, fa ridere, emozionare e anche commuovere - preparatevi a diventare alieni dipendenti. Perché diciamoci la verità se sono come Daemon, bè, a me va anche bene che la terra venga conquistata!

sabato 7 marzo 2015

Papà era un bandito

"Parlavamo un linguaggio tutto nostro, io e mio padre, fatto un po' d'inglese, un po' di termini giovanili e un po' di magici neologismi"


 "Papà era un bandito”
 Maria Chiara Perri
Nativi Digitali Edizioni

Trama
Jude ha diciannove anni, origini irlandesi, cappuccio della felpa calato sulla fronte. Se ne va in giro con la sua bici, All Star viola ai piedi e zaino in spalla. Lo accompagna Michan, un bimbo color latte macchiato con una testa piena di riccioli. Sono papà e figlio. La loro è una famiglia sull’orlo di una crisi di nervi, con un nonno irascibile che nasconde un passato e uno zio metallaro alle prese con paturnie adolescenziali.  Basta una bravata di Jude per sconvolgerne i già precari equilibri. 
Tra streghe, suore e biberon alla Coca-Cola, è il piccolo Michan che ci racconta con ironia la storia di un Papà Bandito. Una favola moderna che prende vita in una città fredda il cui cuore pulsante è nei suoi angoli più bui, tra quartieri popolari, covi e fortezze bazzicati dai nostri scalcagnati eroi.

***
Avete presente quei libri che vi strappano delle risate ad ogni pagina?  "Papà era un bandito" di Maria Chiara Perri è uno di quei libri. Ma non solo, perché fra streghe Bling Bling, nazisti, Fuhrer, zombie e biberon di beveroni alla coca cola, il lettore si trova spesso a trattenere il fiato sperando che le cose vadano bene a Mishi Mishi, il giovanissimo narratore del romanzo, e alla sua stramba famiglia.
L'aspetto più particolare di questo libro, quello che lo rende unico, è che la storia viene narrata dal punto di vista di Michan, quattro anni e una visione del mondo piuttosto differente dalla realtà, come quella di ogni bambino piccolo. Allora visto da lui il padre 19enne Jude, di professione ladro, non è solo quello, ma è anche amorevole, presente, fantasioso, divertente e rassicurante come lo può essere un papà che sembra forte come un super eroe. Lo zio di 14 anni Seanie è la persona da far innervosire, ma a cui  si vuole molto bene, mentre il nonno Mario è quello che fa un po' paura ma tutto sommato sotto la scorza dura nasconde un cuore grande.
Ho adorato "Papà era un bandito", perché trasuda ironia, perché, pur parlando di persone che vivono in difficoltà, il degrado che li circonda non è squallido, ma energico, vivace e fantasioso. Probabilmente a rendere il tutto così speciale è proprio Michan, ma senza Jude questo libro non sarebbe lo stesso. Questo papà di 19 anni è il mio personaggio preferito! Perché sa essere genitore in una maniera talmente speciale e di cuore, che gli si può perdonare veramente tutto.
"Papà era un bandito" è un libro che scorre veloce, che sa far ridere di gusto, ma anche emozionare. 
Lo rileggerei, tanto mi è piaciuto.
Per maggiori info cliccate qui

mercoledì 4 marzo 2015

Libri & cucina: una cena con Greg a Bombay

Esistono libri che ti restano dentro l'anima, si creano lì la loro nicchia e non se ne vanno più. 
Shantaram per me è uno di quei libri (se volete sapere quali sono gli altri leggete qui la mia playlist). Letto quasi dieci anni fa è ancora uno di quei romanzi che amo regalare agli amici. Oggi ve ne parlo nella rubrica Libri & cucina, perché visto che  è ambientato in Oriente, si sposa perfettamente con la ricetta che vi proporrà Francesca. Lo consiglio a chi ha voglia di avventura, a chi è partito per un lungo viaggio (attenzione però che è un tomo di 1174 pagine), a chi cerca la bellezza e a chi vuole innamorarsi perdutamente dell'India. Per me è un capolavoro!
Ecco una delle mille frasi di questo libro che mi hanno colpita e la trama. 
Vi avviso: se lo leggerete vi innamorerete anche dell'ultima pagina!

"Ogni sofferenza deriva da una perdita. Da giovani pensiamo che il dolore sia causato dagli altri. Quando invecchiamo, e in un modo o nell'altro ci viene sbattuta la porta in faccia, comprendiamo che la vera sofferenza si misura con ciò che abbiamo perduto"


Shantaram
di Gregory David Roberts
Neri Pozza

Trama

Nel 1978, il giovane studente di filosofia e attivista politico Greg Roberts viene condannato a 19 anni di prigione per una serie di rapine a mano armata. È diventato eroinomane dopo la separazione dalla moglie e la morte della loro bambina. Ma gli anni che seguono vedranno Greg scappare da una prigione di massima sicurezza, vagare per anni per l'Australia come ricercato, vivere in nove paesi differenti, attraversarne quaranta, fare rapine, allestire a Bombay un ospedale per indigenti, recitare nei film di Bollywood, stringere relazioni con la mafia indiana, partire per due guerre, in Afghanistan e in Pakistan, tra le fila dei combattenti islamici, tornare in Australia a scontare la sua pena. E raccontare la sua vita in un romanzo epico di più di mille pagine.

***

Polpette di pollo al curry


Una ricetta molto semplice e veloce, ma gustosa e dal tocco orientale, per la quale ho scelto la cottura al vapore, un'alternativa salutare rispetto alla classica padella che  vi permette inoltre il lusso – fattore non da poco - di scordarvi delle polpette fino a che non saranno pronte...

Una premessa: nel Bimby si pesa tutto in grammi, anche i liquidi, per questo li troverete espressi in grammi e poi tradotti in ml.

Ingredienti per 4 persone
3 fette petto di pollo
1/2 porro
1 carota
30 grammi olio evo (circa 33 ml)
1/2 cucchiaino sale
1 uovo
1 panino secco
2 cucchiai curry
30 grammi parmigiano

Con il Bimby:

Inserire il panino tagliato a pezzi nel boccale e tritare con qualche colpo di turbo e poi 5 sec. vel. 10. Mettere da parte.
Nel boccale vuoto versare l'olio e soffriggere il porro tagliato a rondelle 3 min. 100° vel. 1.
Aggiungere la carota tagliata a rondelle e il pollo tagliato a pezzi, tritare 20 sec. vel. 5. Aggiungere il parmigiano, il sale, il curry, l'uovo e il pan grattato, tritare 20 sec. vel. 4.
Formare delle polpette con le mani e adagiarle nei vassoi del Varoma. Versare l'acqua nel boccale senza pulirlo, sistemare il Varoma e cuocere 25 min. Varoma vel. 1. Accompagnare con riso pilaf, spaghetti di riso o cous cous.

Senza il Bimby:

Tagliare il panino e il pollo a cubetti, la carota e il porro a rondelle e mettere da parte. In una padella soffriggere il porro con l'olio e aggiungere la carota e il pollo. Una volta che i pezzetti di pollo saranno ben cotti, trasferire il tutto in un tritatutto, aggiungere il pane, il parmigiano, il sale, il curry e l'uovo e frullare. Formare delle polpette con le mani e cuocerle nella vaporiera. In alternativa, potete cuocerle in padella con un filo d'olio e tenere il sughetto per condire l'accompagnamento, che può essere costituito da riso pilaf, spaghetti di riso o cous cous.