venerdì 31 marzo 2017

Paola all'editore: La sinossi



#6 - La sinossi

Fondamentale nella presentazione ad un editore è la sinossi. 
La sinossi è, molto semplicemente, il riassunto della vostra opera, la sintesi dei tratti fondamentali del vostro manoscritto.
È importante per un editore (e il 99% la richiede) perché da quelle poche righe si possono capire diverse cose:
  • di cosa parla il vostro libro;
  • il genere che trattate;
  • il vostro modo di scrivere (sempre che non la facciate fare a qualcun altro).
Immagine tratta da http://www.eclipse-magazine.it/

È importante per voi stessi perché vi permette di schematizzare la vostra storia e di mettere in luce delle mancanze.
Come si fa una sinossi? Probabilmente è il passaggio più difficile della vostra vita da scrittori dopo la stesura dell’incipit!
Potete iniziare da una regola base del giornalismo: le 5W!
  • Who: chi sono i protagonisti?
  • What: qual è il tema? Cosa accade? Qual è il conflitto (fisico, mentale, morale, ecc.)?
  • When: quando si svolge l’azione?
  • Where: dove è ambientata la storia?
  • Why: qual è l’obiettivo dei protagonisti? Perché agiscono in quel modo?
Una volta delineati questi 5 punti cardine, ampliate (ma non troppo) il riassunto, arricchendolo con particolari che secondo voi sono importanti e caratteristici di un personaggio o di una situazione. Alla fine della lettura deve essere ben chiara l’intera struttura portante del vostro libro.
Evitate di descrivere cosa accade capitolo per capitolo: appesantireste la lettura e una sinossi pesante non è di buon auspicio per il vostro manoscritto… 
Tenete sempre bene in mente che la sinossi è il vostro biglietto da visita per l’editore: scartata questa, scartato l’intero manoscritto.
Perciò, ricapitolando: poche informazioni ma chiare e precise
Un consiglio? Provate a scrivere le sinossi degli ultimi libri che avete letto e confrontatele con quelle che trovate online: è sicuramente un buon allenamento!
Buona sinossi!

-ANNALISA - 


giovedì 30 marzo 2017

Recensione: Le stelle di Srebrenica

«Elma aveva 32 anni e non aveva la forza né di lottare né di accettare quella maternità contro natura. Quante volte nella sua vita sguardi ipocriti, che la blandivano con parole vuote, le avrebbero ricordato che quella era la sua tragedia e che doveva farcela da sola. E se Elma ce l’aveva fatta doveva ringraziare solo sua figlia. Nadia, con il suo sorriso così vasto e abbacinante e col suo fluido d’amore l’aveva a poco a poco incantata. L’aveva resa più forte e consapevole. Le aveva insegnato a vedere la vita in un modo diverso, a dare valore alle cose che contano davvero. A riconoscere ciò che è vero, sano e buono»

Le stelle di Srebrenica
di Daniela Quadri
Edizioni Leucotea

Trama
Le vite di due donne, Marta Valtorta giornalista free-lance in una piccola redazione brianzola e Elma Osmanovic arrivata in Italia per sfuggire agli orrori della guerra in Bosnia-Erzegovina, s’intrecciano casualmente. La caccia ad un piccolo malavitoso slavo, Tarik Mulavdic, boss emergente di una organizzazione criminale che traffica in droga e donne, le fa incontrare in circostanze equivoche. L’amore per Nadia, la figlia affetta da Sindrome di Down di Elma, le unirà in un legame così profondo che Elma deciderà di svelare proprio a Marta l’orribile morte della madre e del fratello nel giorno del massacro di Srebrenica e la sua discesa nell’inferno di un bordello a Sarajevo. La prima indagine di Marta Valtorta, suo malgrado singolare e atipica Miss Marple della Brianza, si conclude con un interrogativo e un nuovo mistero.


Le stelle di Srebrenica di  Daniela Quadri (edizioni Leucotea) è un libro che racchiude in se tre storie differenti. Segnaliamo che si è aggiudicato il premio della critica alla X Edizione del Premio Letterario Europea Città di Massa (MS), 2016.

Iniziando la lettura di questo romanzo si ha l’impressione di essere dentro ad un poliziesco, con la protagonista-giornalista che collabora attivamente con le Forze dell’Ordine alla cattura di uno dei più pericolosi esponenti di una banda di malavitosi. 

Ma poi si fa la conoscenza di Nadia, una bimba affetta da Sindrome di Down ma splendidamente felice e vispa, e allora la sensazione è quella di aver fatto un salto in un romanzo sentimentale nel quale l’amicizia (in particolare tra Marta e il duo Elma/Nadia) ha un ruolo fondamentale. 

Ma poi, riecco che l’autrice ci catapulta nel passato, ai tempi della guerra in Bosnia e Jugoslavia, con gli orrori subiti dalla sua famiglia e dall’intera popolazione di Srebrenica. 

Tre romanzi in uno, nei quali i personaggi vivono e si muovono con destrezza e realismo.

I temi dell’amicizia e della giustizia prevalgono in tutto il testo: amicizia a tutto tondo, tra grandi e piccini, tra donne e tra bambini, giustizia contro gesti vili e ingiusti, nel passato e nel presente.

La scrittura è abbastanza scorrevole e lo stile semplice aiuta i vari passaggi di “genere”. L’unico appunto è da farsi sui dialoghi, a volte troppo stereotipati e lunghi oltre il necessario.

Buona lettura
- ANNALISA -


BIO
Daniela Quadri è nata e vive a Monza, città che custodisce le sue radici più profonde, e dove può vivere il suo amore per la natura nel Parco Reale con lunghe passeggiate a piedi e in bicicletta.
Laureata in lingue e letterature straniere moderne lavora nell’ambito del marketing ed è appassionata di fotografia e cultura giapponese, in particolare di Haiku.
La sua opera di esordio nel 2011 s’intitola “Spicchi di Cuore” (0111 Edizioni): una raccolta di racconti tutti al femminile che narrano vicende sentimentali con alterni epiloghi.
Nel 2013 viene pubblicata “Istantanee di un destino” (0111 Edizioni), un’altra raccolta di racconti che, come fotografie scattate in sequenza e da angolazioni diverse, s’intrecciano intorno alla storia della protagonista, una donna di successo che riuscirà a dare un nuovo significato all’amore.
Nel 2015 esce il suo primo romanzo “Le stelle di Srebrenica” (Leucotea Project) che vede protagonista la coppia di investigatori della Brianza formata da Marta Valtorta, giornalista free-lance e Tony Nardone, appuntato dei Carabinieri. Ne “Le stelle di Srebrenica” il mondo femminile viene calato nella narrazione, drammatica e straziante, dell’ultimo conflitto balcanico e di vicende storiche ambientate sul fronte occidentale durante la seconda guerra mondiale. 

Segnalazioni Mondadori e Premio Strega

Tre libri molto diversi tra loro, ma interessanti. Sono quelli usciti martedì 28 per la casa editrice Mondadori. Scopriamoli assieme

I selvaggi
di Sabri Louatah
Mondadori

Trama
Parigi, un sabato di maggio. La città è tappezzata di manifesti con un bel profilo, lo sfondo dell'eterna Francia di campanili e pale eoliche, e l'annuncio "Il futuro è adesso". Il paese ci crede. Per la prima volta crede a un candidato di origine algerina che rischia di diventare presidente. Saint-Etienne, quello stesso sabato di maggio. La turbolenta famiglia Nerrouche, francesi di origini cabile, prepara la grande festa per il matrimonio di uno dei figli. Stanno arrivando un numero incalcolabile di parenti. Una nonna che terrorizza tutti, figlie frivole e volubili, nipoti che si cacciano nei guai, mogli e mariti che non sono d'accordo su niente, cognate legate come sorelle di sangue, e una marmaglia di bambini sovraeccitati. Si corre ad aggiustare gli ultimi dettagli, si strillano richiami impazienti e isterici, si controllano i siti dei sondaggi politici, ci si abbraccia. Ma il giovane Krim, cugino e testimone dello sposo, è il più irrequieto: non la smette di andare e venire in preda a un'agitazione crescente di cui nessuno capisce le ragioni. È per via delle voci sull'omosessualità dello sposo? O piuttosto si tratta di quella fila di sms che Krim continua a ricevere dal suo misterioso cugino che non si farà vedere al matrimonio? In ventiquattro ore i fili della trama si imbrogliano e si sbrogliano innumerevoli volte e la collisione tra il destino della famiglia Nerrouche e le speranze della nazione diventa presto inevitabile. Come finirà questo chiacchierato e agitato matrimonio? Come reagirà la Francia se un rassicurante candidato musulmano dovesse vincere le elezioni? E se invece venisse ucciso?


Una storia nera
di Antonella Lattanzi
Mondadori

Trama
Roma, 7 agosto 2012. Il giorno dopo la festa di compleanno della figlia minore, Vito Semeraro scompare nel nulla. Vito si è separato da qualche tempo dalla moglie Carla. Ma la piccola Mara il giorno del suo terzo compleanno si sveglia chiedendo del papà. Carla, per farla felice, lo invita a cena. In realtà, anche lei in fondo ha voglia di rivedere Vito. Sono stati insieme per tutta la vita, da quando lei era una bambina, sono stati l'uno per l'altra il grande amore, l'unico, lo saranno per sempre. Vito però era anche un marito geloso, violento, capace di picchiarla per un sorriso al tabaccaio, per un vestito troppo corto. "Può mai davvero finire un amore così? anche così tremendo, anche così triste." A due anni dal divorzio, la famiglia per una sera è di nuovo unita: Vito, Carla, Mara e i due figli più grandi, Nicola e Rosa. I regali, la torta, lo spumante: la festa va sorprendentemente liscia. Ma, nelle ore successive, di Vito si perdono le tracce. Carla e i ragazzi lo cercano disperatamente; e non sono gli unici, perché Vito da anni ha un'altra donna e un'altra quasi figlia, una famiglia clandestina che da sempre relega in secondo piano. Ma ha anche dei colleghi che lo stimano e, soprattutto, una sorella e un padre potenti, giù a Massafra, in Puglia, i cui amici si mobilitano per scoprire la verità a modo loro. Sarà però la polizia a trovarla, una verità. E alla giustizia verrà affidato il compito di accertarla. Ma in questi casi può davvero esistere una sola, chiara, univoca verità?


Ecologia Affettiva
di Giuseppe Barbiero
Mondadori

Trama
Il sentimento di affiliazione che ci lega alla Natura, il sentirsi figli della Madre Terra, di Gaia, è innato ed è presente in tutte le culture umane, comprese quelle più tecnologicamente avanzate. Tuttavia nelle nostre società artificiali ormai molto lontane dal mondo naturale, c'è il rischio concreto che questa predisposizione innata non riceva più stimoli adeguati per fiorire. Fortunatamente stiamo scoprendo che Gaia, come una vera madre, agisce su di noi a un livello profondo, attivando la nostra attenzione involontaria e favorendo in questo modo la nostra rigenerazione psichica. Entra così in gioco l'ecologia affettiva: lo studio delle relazioni insieme affettive e cognitive che gli esseri umani instaurano con il mondo vivente e non vivente. Al richiamo di Gaia e del mondo naturale possiamo imparare a rispondere affinando i nostri sensi e le nostre capacità mentali con una pratica di meditazione di consapevolezza, la mindfulness, che si sta rivelando particolarmente efficace per ristabilire la nostra personale connessione con Gaia e con il mondo vivente. Leggere la Natura con cuore aperto, ascoltare la Natura con la mente pronta: questo è ciò che serve per recuperare un buon rapporto con il nostro pianeta.







Una bella notizia in casa Mondadori, Teresa Ciabatti è candidata al Premio Strega con La più Amata
“L’importanza di questa opera - dichiara Stefano Bartezzaghi nella motivazione inviata al Premio Strega - sta a mio avviso nella capacità di saldare due temi apparentemente molto lontani e, ognuno a modo suo, tipici della narrativa italiana contemporanea: il tema dei misteri d’Italia e il tema della paternità. Una voce che è rimasta infantile anche in età matura racconta un uomo potente nel suo vuoto e nell’indecifrabilità dei suoi comportamenti e della sua condizione reale, un padre nella sua assenza. Essersi sentita «la più amata», ma non sapere da chi”.
Nella motivazione di Edoardo Nesi si legge che “La più amata è un romanzo antico e possente, classico, disperato, nobile e duro fino alla spietatezza, che riesce a svelare e mostrarci purissimo tutto il dolore dell’esser donna in un mondo che le donne accetta - e allora venera - solo se son belle, solo se son magre, solo se son ricche”.

La più amata
di Teresa Ciabatti
Mondadori

Trama
"Mi chiamo Teresa Ciabatti, ho quattro anni, e sono la figlia, la gioia, l'orgoglio, l'amore del Professore." Il Professore - un inchino in segno di gratitudine e rispetto - è Lorenzo Ciabatti, primario dell'ospedale di Orbetello. Lo è diventato presto, dopo un tirocinio in America, rinunciando a incarichi più prestigiosi, perché è pieno di talento ma modesto, un benefattore, qualcuno dice, un santo. Tutti lo amano, tutti lo temono, e Teresa è la sua figlia adorata. È lei la bambina speciale che fa il bagno nella smisurata piscina della villa al Pozzarello, che costruisce un castello d'oro per le sue Barbie coi 23 lingotti trovati in uno dei cassetti del padre. Teresa: l'unica a cui il Professore consente di indossare l'anello con lo zaffiro da cui non si separa mai. L'anello dell'Università Americana, dice lui. L'anello del potere, bisbigliano alcuni - medici, infermieri e gente del paese: il Professore è un uomo potente. Teresa che dall'infanzia scivola nell'adolescenza, e si rende conto che la benevolenza che il mondo le riserva è un effetto collaterale del servilismo nei confronti del padre. La bambina bella e coccolata è diventata una ragazzina fiera e arrogante, indisponente e disarmante. Ingrassa, piange, è irascibile, manipolatrice, è totalmente impreparata alla vita. Chi è Lorenzo Ciabatti? Il medico benefattore che ama i poveri o un uomo calcolatore, violento? Un potente che forse ha avuto un ruolo in alcuni degli eventi più bui della storia recente? Ormai adulta, Teresa decide di scoprirlo, e si ritrova immersa nel liquido amniotico dolce e velenoso che la sua infanzia è stata: domande mai fatte, risposte evasive. Tutto, nei racconti famigliari, è riadattato, trasformato. E questa stessa contrarietà della verità a mostrare un solo volto Teresa la ritrova quando si mette a scrivere, ossessivamente prova a capire, ad aggrapparsi a un bandolo e risalire alle risposte. Esagerazione, mitomania, oppure semplici constatazioni? Con una scrittura densa, nervosa, lacerante, che affonda nella materia incandescente del vissuto e la restituisce con autenticità illuminandone gli aspetti più ambigui, Teresa Ciabatti ricostruisce la storia di una famiglia e, con essa, le vicende di un'intera epoca. Un'autofiction sincera, feroce, perturbante, che nasce dall'urgenza di fare i conti con un'infanzia felice bruscamente interrotta.



Blogtour: Phoneplay - Prepariamo le Gaufres


Oggi parliamo di un libro edito da Newton Compton che è stato besteseller in Francia, si tratta di Phoneplay di Morgane Bicail, un romanzo dalla trama molto molto particolare. Scopriamolo assieme


Phoneplay
di Morgane Bicail
Newton Compton

Trama
Alyssa ha sedici anni, studia al liceo e pensa che la sua vita sia una noia mortale. Ogni giorno le stesse cose: famiglia, scuola, compiti e tutto il resto, mai una avventura che le possa cambiare la giornata. Una sera, però, riceve un SMS da un numero che non conosce e che dice solamente “Buonasera Alyssa”. La ragazza, incosciente, risponde allo sconosciuto che le propone di partecipare al seguente gioco: se Alyssa indovinerà la sua identità, lui diventerà suo per sempre. Per Alyssa è l’occasione che aspettava per uscire dalla routine. Anche se questo significa fare un salto nel vuoto e assumersi un grosso rischio. E se questo fantomatico Sconosciuto fosse uno spostato o peggio ancora un malintenzionato? Fino a dove Alyssa è disposta ad arrivare per un ragazzo di cui non sa nulla?

Per l'occasione prepariamo assieme le Gaufres... Pronti?



PREPARIAMO LE GAUFRES

INGREDIENTI PER SEI
120 ml di latte
1 uovo
125 grammi di burro, fuso e lasciato intiepidire
30 gr di miele
250 gr di farina
Mezza bustina di lievito di birra secco (circa 3,5 gr)
125 gr di zucchero in granella
1 cucchiaino di estratto naturale liquido di vaniglia


Preparate l’impasto la sera prima. Se possibile è consigliato prepararlo con la macchina del pane, altrimenti impastate con planetaria o a mano, partendo dalla farina miscelata con lievito ed unendo man mano il resto degli ingredienti liquidi. Unite tutto tranne lo zucchero e la vaniglia che andranno aggiunti la mattina seguente poco prima della cottura delle gaufres. Se usate la macchina del pane seguite le istruzioni fornite o mettete nel cestello il latte, l’uovo, il burro fuso, il miele e sopra a tutto la farina ed il lievito. Azionate il programma solo impasto.
Dovete ottenere un impasto simile a quello del pane ma più morbido, umido e leggermente appiccicoso. Mettetelo in una ciotola, coprite con pellicola e fatelo riposare la notte. La mattina seguente unite all’impasto lo zucchero ed la vaniglia, lasciate riposare altri 15 minuti,  poi dividete l’impasto in circa 6 palline (possono essere di più o di meno a seconda della grandezza della vostra piastra). Scaldare la piastra per gaufres e ungetela un pochino. Mettete le palline sulla piastra, chiudetela e cuocete le gaufres a media temperatura, finchè si forma una crosticina caramellata scura.
Buon appetito 

Continuate a seguire il blogtour, domani appuntamento su Il bianco e il nero. Emozioni di una musa con "Se fosse: giochiamo"


mercoledì 29 marzo 2017

Domino - Recensione: Raccontami di un giorno perfetto

Questo mese torno a partecipare al Domino Letterario parlandovi di un libro che mi è piaciuto moltissimo: Raccontami di un giorno perfetto di Jennifer Niven edito De Agostini

«Conosco abbastanza la vita per sapere che la volontà non basta a far sì che le cose durino o restino come sono. Non puoi impedire alle persone di morire. O di andarsene. Non puoi impedire nemmeno a te stesso di andartene. Mi conosco abbastanza bene per sapere che nessun altro può tenermi sveglio o impedirmi di dormire. Anche questo dipende tutto e soltanto da me»

Raccontami di un giorno perfetto 
di Jennifer Niven 
 De Agostini
Link Amazon

Trama
È una gelida mattina di gennaio quella in cui Theodore Finch decide di salire sulla torre campanaria della scuola per capire come ci si sente a guardare di sotto. L’ultima cosa che si aspetta però è di trovare qualcun altro lassù, in bilico sul cornicione a sei piani d’altezza. Men che meno Violet Markey, una delle ragazze più popolari del liceo. Eppure Finch e Violet si somigliano più di quanto possano immaginare. Sono due anime fragili: lui lotta da anni con la depressione, lei ha visto morire la sorella in un terribile incidente d’auto. È in quel preciso istante che i due ragazzi provano per la prima volta la vertigine che li legherà nei mesi successivi. I giorni, le settimane in cui un progetto scolastico li porterà alla scoperta dei luoghi più bizzarri e sconosciuti del loro Paese e l’amicizia si trasformerà in un amore travolgente, una drammatica corsa contro il tempo. E alla fine di questa corsa, a rimanere indelebile nella memoria sarà l’incanto di una storia d’amore tra due ragazzi che stanno per diventare adulti. Quel genere d’incanto che solo le giornate perfette sono capaci di regalare.
Raccontami di un giorno perfetto è un romanzo commovente e coraggioso. Una storia che spezza il cuore in tutti i modi possibili e ci ricorda che cosa significa essere vivi.




A volte i premi non significano nulla, altre volte invece sono il segno che un libro è meraviglioso. Come in questo caso.
Vi ricordo che Raccontami di un giorno perfetto è stato Vincitore premio "Mare di Libri", finalista al Premio Andersen 2016 nella categoria Miglior Libro oltre i 15 anni e BEST YOUNG ADULT FICTION 2015 - Goodreads Choice Awards 2015

Detto questo passiamo alla mia opinione

«Theodore Finch, in cerca della Grande Affermazione»... «Significa "esserci, contare e, se morire si deve, morire con valore, con clamore, restare insomma»

Un libro emozionante, poetico e che tocca nel profondo: Raccontami di un giorno perfetto di Jennifer Niven è un romanzo che non dimenticherò mai e che mi chiedo come ho potuto attendere così tanto a leggere. Una storia forte, indubbiamente difficile, con due protagonisti che lasciano il segno. 

Violet è segnata, la vita le ha tolto qualcosa di molto importante e lei fatica ad andare avanti. Arranca, senza coraggio, ogni giorno. Finch è particolare, eccentrico, meraviglioso e geniale. Si incontrano su un cornicione. Lei trascinata da un impulso, lui perché in costante sfida e attrazione con la fine. Già da qui, da questo esatto momento ero devastata! Come genitore, ho letto questo libro domandandomi quali siano le scelte giuste, quali comportamenti adottare, come pormi nei momenti difficili della vita dei miei figli. Come vedere senza essere soffocante, come prenderli per mano senza essere apprensiva, come dargli la forza di affrontare le cose difficili.

«Io sto davvero lottando per restare in questo schifo di mondo incasinato. Se sono salito in cima a una torre non era per ammazzarmi, ma per avere il controllo»

Raccontami un giorno perfetto affronta temi forti, duri, questioni che a volte sembra difficile gestire e regala due protagonisti indimenticabili, ma soprattutto ci fa conoscere Finch. Il suo muro di pensieri, il suo grande altruismo, il suo essere una persona fuori dall'ordinario. 

Lo stile della Niven è poesia, ti entra dentro, scava nella tua anima e ti strappa sorrisi e lacrime!

Assolutamente da leggere
Vi lascio il calendario del Domino di marzo


Libri & Cucina con Francesca: diversità

Questa settimana vi offro una mia personale rivisitazione della parmigiana di melanzane, cotta nel microonde in 8 minuti. Una versione a modo mio, come a modo loro vivono in maniera diversa la stessa storia i giovani protagonisti del libro abbinato, Ma le stelle quante sono di Giulia Carcasi. Un libro a due facce (letteralmente) per un solo amore, che vi riporterà ai tempi dell'adolescenza pre-smartphone e social.
Buona lettura e buon appetito!


Ma le stelle quante sono
di Giulia Carcasi
Feltrinelli

Trama
“Sarebbe bello se la vita fosse come le crêpes, che puoi farcire come ti pare”
C’è una generazione fatta di sms, gavettoni, crêpes alla nutella, professori frustrati; c’è la voglia di essere ascoltati e di giudicare la vita, gli adulti, l’ingiustizia. Ci sono Carlo e Alice: stessa classe e, a volte, stesso banco. Lui è meravigliosamente imbranato, senza modelli da incarnare, senza maschere. Lei si sente diversa, non omologata, è uno spirito critico e, al contempo, una sognatrice. Il loro cuore è ancora poco addestrato, bravissimo a sbagliare. E così Alice casca tra le braccia di Giorgio, nascosto e intrigante. Carlo si lascia sedurre da Ludovica, la classica ragazza facile che sa il fatto suo. Diciotto anni. Due ragazzi si affacciano su un mondo adulto che capiscono poco, tanto più se la scuola, la famiglia e gli amici si mettono di mezzo… Ma le stelle quante sono è un romanzo senza peli sulla lingua, schietto, diretto, una freccia che va dritta al bersaglio. Una partita di ping-pong sentimentale. Con una bella ventata di romanticismo. Un libro a due facce. A due sessi. A due voci. Per un amore solo.


MELANZANE A MODO MIO

Ingredienti
2 grosse melanzane
1 mozzarella
1/2 scamorza affumicata
4 cucchiai di parmigiano (grattuggiato per chi non usa il Bimby)
6 fette di prosciutto cotto
1 spicchio di aglio
30 grammi di olio evo
500 grammi di salsa di pomodoro
Origano qb
Sale grosso qb
Sale fino qb
Pepe nero qb


Con il Bimby:
Lavare e tagliare le melanzane a rondelle di circa 4/5 mm di spessore. Disporre le fette in uno scolapasta con del sale grosso, coprire con un peso e lasciarle riposare per circa mezz'ora per far perdere loro l'acqua.
Nel boccale inserire il parmigiano a pezzi e tritare 20 secondi portando gradualmente la velocità a 10. Mettere da parte. Senza sciacquare il boccale inserire la mozzarella e la scamorza e dare due/tre colpi di turbo. Mettere da parte. Sciacquare il boccale e inserire lo spicchio d'aglio e l'olio; fare rosolare 3 minuti a 100 gradi e velocità spatola. Aggiungere la salsa di pomodoro e il sale fino, cuocere per 20 minuti a 100 gradi e velocità spatola con il cestello al posto del misurino per evitare schizzi.

Senza il Bimby:
Lavare e tagliare le melanzane a rondelle di circa 4/5 mm di spessore. Disporre le fette in uno scolapasta con del sale grosso, coprire con un peso e lasciarle riposare per circa mezz'ora per far perdere loro l'acqua.
Tritare con il coltello la mozzarella e la scamorza. Mettere da parte. In una pentola capiente rosolare lo spicchio d'aglio con l'olio qualche minuto, quindi aggiungere la salsa di pomodoro e il sale fino e cuocere per 20 minuti circa a fuoco basso, mescolando di tanto in tanto.

Per entrambi:
Quando le melanzane avranno perso l'acqua, scaldare la piastra sul fuoco e grigliare le melanzane.
In una pirofila adatta al microonde disporre gli ingredienti alternando tra salsa di pomodoro, trito di mozzarella e scamorza, prosciutto cotto e melanzane cosparse di origano e pepe. Sull'ultimo strato spargere abbondante parmigiano. Coprire con della pellicola per microonde, bucherellarla con un coltello e infornare nel microonde. Cuocere 8 minuti a massima potenza. Lasciar riposare prima di servire.

Blogtour: Birthdate - Dieci cose da fare prima di morire


Immaginatevi di conoscere la data esatta della vostra morte, cosa fareste prima che arrivi quel fatidico giorno? Prima di mostrarvi un elenco accuratamente selezionato navigando qua e là sul web parliamo di Birthdate, secondo volume della serie nata dalla penna di Lance Rubin e portato in Italia da De Agostini

Birthdate
di Lance Rubin
DeAgostini

Trama
Denton Little non è ancora morto! In un mondo in cui tutti conoscono la data della propria morte fin dalla nascita, Denton è l’unico ad aver superato indenne il giorno fatidico. Non sa perché proprio a lui sia capitato questo straordinario destino, sa solo che ora tutti lo cercano. La sua famiglia, il suo migliore amico Paolo, e Veronica, la ragazza che ha baciato poco prima di darsi alla fuga e che non riesce a togliersi dalla testa. Persino la polizia lo sta cercando. Lui è la prova vivente che è possibile scampare alla propria data di morte, e ora tutti vogliono un pezzo di Denton Little. Questo è decisamente un problema, soprattutto perché il Governo preferirebbe ucciderlo piuttosto che ammettere l’anomalia del sistema. Come se non bastasse, mancano pochi giorni al decesso di Paolo. Proprio adesso che il poveretto si è reso conto di essere follemente, perdutamente innamorato di Millie, l’unica ragazza al mondo che non potrà mai ricambiare i suoi sentimenti. Tra fughe rocambolesche e amori impossibili, Denton cerca di salvare gli amici e smascherare i nemici. Ma come si comporterà ora che non conosce più la data della propria fine e la morte può incombere in ogni momento?


10 COSE DA FARE PRIMA DI MORIRE

1)  FARE QUELLA VACANZA CHE SOGNATE DA TUTTA UNA VITA. Prendete e partite, che sia zaino in spalla, viaggio all inclusive e cinque stelle, in sella a una moto o veleggiando per l'oceano. Partite! 

2) FARE QUELLA COSA CHE NON AVETE MAI AVUTO IL CORAGGIO DI FARE. Che sia un tatuaggio, una ferrata, una corso in moto o il lancio con il paracadute. Lanciatevi in questa impresa. Personalmente, visto che soffro di vertigini, proverei a lanciarmi con il paracadute...

3) COMPIERE UN'IMPRESA. Volete correre la Maratona di New York? Scalare una montagna? Partecipare a uno spettacolo teatrale. Mettetevi nella condizione di farlo. Io vorrei scrivere un articolo e vederlo pubblicato su un giornale famoso.

4) IMPARARE A FARE QUALCOSA DI NUOVO. Per tutta la vita avete pensato: mi piacerebbe imparare a suonare la chitarra? Oppure imparare una nuova lingua? Fatelo! Io vorrei parlare in inglese perfettamente.

5) AMMIRARE UNO SPETTACOLO MERAVIGLIOSO. Che sia l'aurora boreale o un eclissi, segnatevi le date e organizzate il viaggio. Sarà un'esperienza indimenticabile. Io ne avrei tantissimi, forse al momento sceglierei l'aurora boreale, anche perché il concerto del secolo l'ho già visto e per ben due volte (REM Bologna e Milano)

6) DIRE TI AMO O TI VOGLIO BENE. A un amore, un parente, un amico, un figlio un animale. Dirlo a tutti, non nascondere l'affetto che si prova. Io cerco di farlo in continuazione.

7)  TRAMANDARE UNA CONOSCENZA ANTICA. I polpettoni di mia nonna, ma altri potrebbero dire un dialetto, una canzone, un modo di dire. Trasmettiamoli agli altri, rendiamo le nostre conoscenze alla portata di tutti. Parola d'ordine share

8) AVERE IL CORAGGIO DI DIRE. A quella persona che è stata importante, un segreto che custodiamo nel cuore, che una cosa secondo noi è sbagliata. Questo cerco di farlo ogni giorno

9) PROVARE A INSEGUIRE I PROPRI SOGNI. Che sia il lavoro che desideriamo, o la passione dei nostri sogni, non si può dire di avere fallito senza averci mai provato

10) FARE QUELLO CHE CI SIAMO PREFISSATI. Trasformare la lista in qualcosa di tangibile e reale, non solo parole scritte su una pagina.

Continuate a seguire questo bellissimo blogtour, appuntamento a domani su Peccati di Penna con Post non Mortem.






martedì 28 marzo 2017

I martedì delle ragazze: citazioni e tazze di tè

Tornano le citazioni della settimana scelte da Deb di Leggendo Romance, Isa del Bosco dei Sogni Fantastici e me. Avete preso carta e penna?




DEB - LEGGENDO ROMANCE «I libri sono più preziosi dei gioielli.» Ne era davvero convinta. Che
cosa ti dava un diamante? Un effimero lampo di lucentezza. Un diamante scintillava per un secondo; un libro poteva scintillare per sempre».
Quando l’amore nasce in libreria di Veronica Henry - Garzanti
Alzi la mano chi tra noi davvero amante della lettura non è d’accordo con questa frase. I diamanti scintillano, durano per sempre, ma i libri contengono parole, pensieri, sono in un certo senso vivi e capaci di trovare qualcosa da dirci in ogni momento che stiamo vivendo, basta sapersi lasciare trasportare per trovare quello giusto. Un libro non ci abbandonerà mai, anche quando avrà finito il suo compito, sarà sempre lì per far riaffacciare in noi un ricordo, una sensazione.






ISA - BOSCO DEI SOGNI FANTASTICI
«Il suo più grande pregio, che in politica era l’arma più
importante, era però un altro: essere un lupo travestito da pecora. Sembrava benevolo e di buon comando, sempre al servizio dello Stato e del partito, ma la realtà è che serviva solo se stesso e i suoi ideali». 
Il sigillo dei tredici massoni di G. L. Barone - Newton Compton Editori
Ho scelto questo passaggio perché spesso rispecchia la figura della persona politica a cui siamo abituati nella realtà: parlano spesso di agire per il bene del popolo, ma poi i risultati sono ben altri.












VIRGI - LE RECENSIONI DELLA LIBRAIA «Circondato dalla gente, eppure solo. Intorno a me gli
altri parlano, anche rivolgendosi direttamente a me, ma io non sento niente»
Raccontami di un giorno perfetto di Jennifer Niven - De Agostini
A volte per scelta, altre per situazioni difficili, succede di sentirsi soli anche in mezzo a un'infinità di persone. Ora mi capita meno, sarà per l'età, sarà perché da mamma difficilmente sono sola o posso permettermi di estraniarmi, ma ricordo che da "giovane" mi accadeva spesso. Non ho mai vissuto quei momenti con tristezza, ma come un'opportunità per guardarmi dentro. E voi?

Segnalazioni Panesi Edizioni

Oggi vi segnalo quattro uscite della Panesi Edizioni, quattro uscite diverse r per tutti i gusti: dalla sentimentale, al drammatico e horror (Immago, in uscita oggi), al fantasy fino alla narrativa contemporanea. Quale vi attira di più?

Fiore di cactus
Francesca Lizzio
Panesi Edizioni - www.panesiedizioni.it

Trama
Sara è una ragazza timida, intelligente, con la battuta sempre pronta, eppure nasconde la sua fragilità sotto un’armatura. La vita l’ha resa cinica e amara. Un giorno conosce Andrea, un ragazzo attento e gentile che con smisurata pazienza riesce a farsi spazio nella sua vita. Sarà lui a indurla a rimettere tutto quello in cui crede in discussione. Sara così ripenserà al percorso che l’ha resa la donna che è, si chiederà se riuscirà più a lasciarsi amare, se certe paure potranno essere sconfitte o se invece non ci sarà più nulla da fare. Se una come lei merita una seconda occasione. Perché anche un cactus ha un cuore, ha solo bisogno di qualcuno che creda in lui e non abbia paura delle sue spine.  

Breve estratto:
Mi chiamo Sara, ho ventitré anni ma non li dimostro neanche un po', dei capelli anarchici, castani, occhi scuri. Ho mille soprannomi, tutti della mia misura, così non ho paura di non essere all'altezza.
Sono timida in modo patologico, a livelli imbarazzanti, fino al midollo, introversa, scrivere mi riesce meglio che parlare.
Spesso e volentieri le persone che non mi conoscono pensano che sia fredda.
A volte sono troppo razionale, altre troppo sensibile (vorrei trovare una via di mezzo ma fino ad oggi non ci sono riuscita), spiritosa, ironica, sarcastica.
Mi difendo ad oltranza, "a tutto spine".
Mamma mi chiama "fiore di cactus", ma in realtà mi sono sempre sentita più spina che fiore.
Mi piacciono i libri, la musica, i film, le serie tv, l'arte in generale.
Ho un debole per le cose poco conosciute, scopro sempre che parlano almeno un po' di me. O meglio, che sanno spiegarmi qualcosa di me.
Raramente guido con qualcuno in macchina, perché solo tre persone al mondo sanno che per concentrarmi e stare tranquilla devo cantare, e me ne vergogno perché sono stonatissima.
A volte pagherei per essere invisibile.
Spesso ho paura di non farcela.
Mi fa male sapere che non riuscirò mai a perdonare mio padre.
Temo che non riuscirò più a farmi amare.
Non ho idea di come si scriva un diario, penso sarà un casino.



Immago
Isa Farlandi
Panesi Edizioni - www.panesiedizioni.it

Trama
Una donna dalla vita travagliata assiste al brutale e insensato suicidio di un uomo. L'immagine sfuma, il nastro si riavvolge. Un uomo cresce da solo la propria figlia, con l'unico ausilio di una madre, la nonna della bambina, avvenente e bisognosa d'affetto. Perseguitato da misteriose visioni, decide di abbandonare tutto e tutti per il loro bene. Ma le visioni avranno fine solo abbracciandole, guardando in faccia il proprio essere più profondo. Chi è la donna senza volto, e cosa vuole da lui? Un dramma psicologico intessuto di incubi e deliri, in cui le colpe dei genitori ricadono sui figli in una spirale di sofferenza senza fine.

Breve estratto:
Non chiedetevi se questo libro abbia un inizio e una fine. Ve lo svelo subito: non ce l'ha. Ha un quasi inizio e una forse fine, quello sì. Allo stesso modo non domandatevi se sia tratto da una storia vera. Non lo è. Non è frutto della realtà, piuttosto di una reale fantasia di un non reale pazzo scrittore. Non fatevi altre domande. Questa storia è nata per non essere una storia, ma un insegnamento, per quanto uno scrittore non reale possa essere un maestro di vita. Per me lo è stato e lo è tuttora, quando vuole farsi sentire, quando dal nulla decide di mostrarmi qualcosa che non vedo. Ecco. È questo il suo scopo: mostrare.
Spero che leggendo questo romanzo nella vostra testa accada qualcosa di particolare. Non importa se buona o cattiva, l'importante è che accada.



Seven Dreams
Giovanni Magliulo
Panesi Edizioni - www.panesiedizioni.it

Trama
Un gladiatore, un operaio del Nevada, il capo di una tribù africana, un orco cannibale, un’esperta di veleni, un rettile in grado di sputare acido e un enigmatico cavaliere sadico vengono strappati alle rispettive realtà e richiamati dal mago Eris nel regno di Duryan. Al gruppo viene affidata la missione di assassinare Wizen, un incantatore sul punto di aprire un varco tra le dimensioni allo scopo di muovere il proprio esercito alla conquista di tutti i mondi. Lo sforzo per il sortilegio appena lanciato uccide Eris, che prima di morire confida ai sette prescelti di aver legato le loro anime con un incantesimo, allo scopo di obbligarli a collaborare: se anche uno solo di loro dovesse morire, allora morirebbero tutti. Con l’unica speranza di tornare alle rispettive realtà riposta nelle mani dello stesso Wizen, ai prescelti non rimane che tentare di sopravvivere tanto ai pericoli provenienti da un mondo sconosciuto quanto alle loro stesse personalità disturbate.

Breve estratto:
Il cavaliere nero montava l’enorme stallone rosso. Intorno a lui tutto era immobile, eccetto il cavallo e il vento. I finimenti della sua elaborata armatura producevano dei tintinnii continui che insieme al rumore degli zoccoli e ai nitriti sporadici erano gli unici suoni in un mondo altrimenti muto. In lontananza la linea dell’orizzonte scompariva dietro un cumulo enorme nel mezzo della pianura. Dalla sommità sgorgava un fumo denso e nerastro. Diresse lo stallone in quella direzione, con gli zoccoli che affondavano nel suolo spugnoso di sangue. Sulla spalla destra del cavaliere era appollaiato un diavoletto dello stesso colore del manto dello stallone. Aveva due piccole corna che gli spuntavano dalla fronte. 
«Ci vorranno settimane prima che il terreno torni al suo colore naturale», disse con voce stridula. Due ali monche si agitavano alle sue spalle mentre parlava.
Il cavaliere superò il campo di battaglia e arrivò alla base del cumulo di cadaveri. Un fetore da far lacrimare gli occhi stagnava nell’aria della sera. Le mosche ronzavano sazie nella luce rossa del tramonto mentre le larve scavavano cunicoli negli organi in decomposizione. Ogni cosa sembrava predisposta da uno scenografo malato nel tentativo di urlare il proprio insulto alla vita. Il cavaliere si chinò e raccolse da terra un teschio molto piccolo.
«Deve essere di un neonato», disse il diavoletto. «I corvi hanno fatto presto a ripulirlo. Dicono che la carne dei piccoli umani sia tenera e dolce.»
Il cavaliere rigirò il teschio nella mano. Le ossa si colorarono del colore del fuoco sotto i riflessi del sole morente. Lo portò all’altezza della visiera, lo contemplò e lo lasciò cadere. Lo stallone allungò la zampa e lo schiacciò con un colpo secco, sollevando una nuvoletta di polvere.
Il cavaliere accarezzò il cavallo. Gli occhi gialli e senza pupille riflessero la sua immagine. Il destriero emise una zaffata di aria calda dal naso, poi il suo padrone svanì.


Le fate del Malabar
Nicola Tenani
Panesi Edizioni - www.panesiedizioni.it

Trama
Il Malabar, terra di sogni e di spezie, di mare e foreste, si trova nel cuore del Kerala. Era un regno ricco, in cui le spezie giungevano sulle coste e arricchivano i commerci con tutta l’Asia e con l’Europa. Vaniglia, curcuma, zenzero, pepe, noce moscata, sete, legni pregiati; il Malabar è oggi parte integrante del Kerala, le sue città sono gli scrigni della cultura keralita. La bella Kozhikode, la colta Thrissur, l’elegante Kannur e, all’interno, Calpetta, nel distretto del Wayanad, sul confine con il Karnataka, terra di elefanti e uomini-leopardo, popolazioni antiche, tribali, tigri e leopardi. In questa suggestiva cornice si snodano le storie di Tripuri, semplice donna con un grande sogno: incontrare Amma, la Santa amata in tutto il mondo, nel suo ashram nel sud del Kerala; di Aishwarya, una ragazza dal grande cuore che, dopo aver deciso di adottare un elefantino rimasto orfano, scopre di possedere un grande dono, e infine di Aamira, una ragazzina musulmana, persa nella contemplazione del tramonto, riflettendo con amore, poesia e tanta malinconia, con i suoi sogni e i suoi ricordi.  Le fate del Malabar è poesia e sogno, realtà e dolore, amore e passione, natura e spirito, colori e profumi d’incenso, spezie, fiori e cibi. È il secondo viaggio dell’autore – dopo Le fate del Travancore - all’interno del Kerala, chiamato il paese di Dio.

Breve estratto:
Non chiedete ai sogni di nessuno di divenire realtà, lasciate che il processo notturno avvenga con naturalezza; questo vale per voi, così come vale per chiunque porti in sé il seme di un desiderio, il flebile sibilo di un sospiro, nel momento in cui la mente è altrove e il cuore richiede alla vita un evento non destinato ma desiderato. Vale ovunque, non di meno sul meridiano tropicale di Thalasserry, città dalla storia coloniale al sud di Kannur sul dorso del Mare arabico, navigando sulla rotta che porta a Kozhikode.
Aamira di quella legge ne era inconsapevole tessitrice emotiva: seduta sulla piccola scogliera adiacente alla sua borgata di case, adorava, nell'ora del tramonto, rimanere assorta e dipanare le matasse emotive sopite dentro di lei. Nient'altro che piccoli sogni generati dalla fantasiosa mente di una ragazzina quattordicenne e intelligente, chiusa dentro un mondo che ancora non capiva sino in fondo, adolescente sul confine di una società che anche in Kerala stava cambiando, aprendosi al Mondo, in parte succube di un retaggio frainteso islamico in famiglia così come in tutta la sua borgata a ridosso della scogliera. Com'era solita quotidianamente fare, anche quel primo pomeriggio tornava dalla scuola passeggiando con lo zaino sulle spalle, arrivando nella sua zona, sul limitare della periferia nord della città, segnata sul confine dall'ultimo tratto del corso del fiume Kuyyali Puzha, placido serpentone d'acqua che non lontano dalla sua abitazione si riversava nel Mare Arabico con il dolce estuario della sua foce.





Blogtour Tredici - Come difendersi dal Bullismo e dal Cyberbullismo


Oggi su Le Recensioni della Libraia affrontiamo un argomento serio: come difendersi da bullismo e cyberbullismo, l'occasione ce la offre Tredici. Ma prima di tutto scopriamo qualcosa di più sul libro.

Tredici
di Jay Asher
Mondadori

Trama
"Ciao a tutti. Spero per voi che siate pronti, perché sto per raccontarvi la storia della mia vita. O meglio, come mai è finita. E se state ascoltando queste cassette è perché voi siete una delle ragioni. Non vi dirò quale nastro vi chiamerà in causa. Ma non preoccupatevi, se avete ricevuto questo bel pacco regalo, prima o poi il vostro nome salterà fuori... Ve lo prometto."
Quando Clay Jensen ascolta il primo dei nastri che qualcuno ha lasciato per lui davanti alla porta di casa non può credere alle sue orecchie. La voce che gli sta parlando appartiene a Hannah, la ragazza di cui è innamorato dalla prima liceo, la stessa che si è suicidata soltanto un paio di settimane prima. Clay è scolvolto, da un lato non vorrebbe avere nulla a che fare con quei nastri. Hannah è morta, e i suoi segreti dovrebbero essere sepolti con lei. Ma dall'altro il desiderio di scoprire quale ruolo ha avuto lui nella vicenda è troppo forte. Per tutta la notte, quindi, guidato dalla voce della ragazza, Clay ripercorre gli episodi che hanno segnato la sua vita e determinato, in un drammatico effetto valanga, la scelta di privarsene. Tredici motivi, tredici storie che coinvolgono Clay e alcuni dei suoi compagni di scuola e che, una volta ascoltati, sconvolgeranno per sempre le loro esistenze.
Con più di due milioni e mezzo di copie vendute soltanto negli Stati Uniti, Tredici, romanzo d'esordio di Jay Asher, è da dieci anni uno dei libri più letti dai ragazzi americani.

COME DIFENDERSI DAL BULLISMO E DAL CYBERBULLISMO

Sono una piaga, fenomeni terribili che ormai riempiono le pagine dei quotidiani con notizie terribili: si tratta dell bullismo e di quello 2.0 il cyberbullismo.
In questo post non vogliamo generalizzare un problema pesantissimo della società, ma dare qualche piccolo consiglio per combatterlo.
Il sito del Telefono Azzurro dice che per contrastare il bullismo è importante puntare su prevenzione (creando un clima sociale e culturale che non stimoli la prevaricazione), riconoscere (con ascolto e osservazione) e intervenire (sia scuola che famiglia). Per contrastare il cyberbullismo, invece, è importante la prevenzione con un maggiore interesse e controllo da parte delle famiglie.

Ecco cinque consigli utili

1) Avvisare immediatamente genitori e insegnanti.
foto tratta da Tgcom
Non aspettate nemmeno un attimo, rivolgetevi subito a qualcuno di competente che possa indirizzarvi a scegliere la strategia di difesa migliore.  
Se necessario rivolgetevi anche alle autorità (la polizia postale in caso di cyberbullismo)

2) Non vergognatevi e chiedete aiuto.  In caso di web, cellulari o tablet bloccate immediatamente la persona che vi infastidisce e non rispondete.

3) Tenete traccia di messaggi e conversazioni che vi hanno infastidito.

4) Non visitate siti o gruppi dove sono avvenuti i fatti,  cambiate indirizzo mail e numero di cellulare. Non divulgateli.

5) Se non siete voi le vittime, ma avete assistito, informate le autorità o insegnanti e genitori. 


Qualche info utile anche per i genitori:

1) Controllate i vostri figli. Monitorate i siti su cui accedono, le password e limitatene l'uso.

2) Parlate: spiegate come avere contatti online sicuri, spiegare quali sono i contenuti accettabili e i comportamenti corretti.

Per sostegno e aiuto esistono diverse realtà, una di queste è il Telefono Azzurro QUI trovate il sito









Non dimenticate di seguire questo blogtour. Domani appuntamento su Lily's Bookmark con le 13 ragioni per leggere il libro







lunedì 27 marzo 2017

Viaggi da poltrona #70

Buon lunedì, avete preparato le valigie? Qui si viaggia con la fantasia insieme a me e a Deb di Leggendo Romance

DEB - LEGGENDO ROMANCE

1. Ero a Lunaria, Sicilia con Luna e Aria in “Luna per Aria” di Virginia Scarfili - LibroMania
2. Sono a Peasebrook con Emilia in “Quando l’amore nasce in libreria” di Veronica Henry – Garzanti
3. Andrò nella Cupola con Claire in “Dominant” di Irene Grazzini – Fanucci Editore

VIRGI - LE RECENSIONI DELLA LIBRAIA

1) Ero in Inghilterra nel magico mondo di Karry On di Rainbow Rowell con Simon, Baz e Penelope - Piemme
2) Sono in Indiana con Finch e Violet di Raccontami un giorno perfetto di Jennifer Niven - De Agostini
3) Andrò a Haugesund nei fiordi norvegesi con il giornalista Viljar e la giovane poliziotta Lotte Skeisvoll di Requiem di Geir Tangem - Giunti

Blogtour - Carry On a confronto con Harry Potter


Oggi parliamo di Carry On di Rainbow Rowell con la tappa che mette a confronto questo romanzo con Harry Potter, ma prima scopriamo il libro

Carry on
Rainbow Rowell
Piemme

Trama
Simon Snow è il peggior prescelto di sempre. Questo è ciò che sostiene Baz, il suo compagno di stanza. Baz potrà anche essere un vampiro e un nemico, ma ha probabilmente ragione. Per la maggior parte del tempo infatti Simon non sa far funzionare la sua bacchetta, oppure non sa controllare il suo inestinguibile potere mandando tutto a fuoco. Il suo mentore lo evita, la sua ragazza lo ha lasciato, e un mostro con la sua faccia si aggira per Watford, la scuola di magia in cui frequentano l'ultimo anno. Allora perché Baz non riesce a fare a meno di stargli sempre intorno?


CARRY ON E HARRY POTTER A CONFRONTO 

Carry On ed Harry Potter sono molto simili, ma mettendoli a confronto si scopre che ci sono alcune differenze. Scopriamone sette insieme.

1) Il numero dei volumi: Carry On sarebbe l'ottavo libro, infatti la storia inizia sette anno dopo l'arrivo del protagonista, Simon, nella scuola di magia. 

2) Harry Potter e Simon sono orfani, ma nel caso del protagonista  di Carry On non si conoscono i genitori e lui passa le estati in case famiglia

3) La tecnologia e i maghi in Carry on vanno d'accordo, ma non solo. Infatti nel libro della Rowell sono molto più integrati nella vita dei Normali

Immagine tratta dal web
4) Le formule magiche sono canzoni o modi di dire dei Normali (avete presente Candle in the wind? Ecco se pensate di poter essere parte del mondo magico, vi consiglio di evitare di pronunciarla...)

5) Non ci sono solo eterosessuali tra i personaggi di Carry On

6) Penelope, la migliore amica di Simon, potrebbe essere considerata un mix fra Hermione e Ron. Però di fatto è un personaggio a se. Anche piuttosto eccentrico

7) Il legame fra Simon e il preside della scuola (l'Arcimago) è molto forte, ma il nemico non è un mago. Inoltre potrete leggere anche il pov di altri personaggi

Queste sono solo alcune delle differenze, per scoprirne altre vi consiglio di leggere Carry On... Non ne rimarrete sicuramente delusi!


Ricordatevi che una copia di Carry On cerca casa, per poter provare ad adottarla compilate il form qui sotto

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