venerdì 17 marzo 2017

Parola all'editore


#4 - L’attesa


Nell’ultimo post ho fatto un piccolo elogio della lentezza, ossia di quanto sia importante prendersi del tempo prima di partire alla carica verso le case editrici con il testo in mano, tempo necessario per far maturare e macerare le proprie parole sul foglio, per permettere, dopo un po’, di rileggerle con occhi più critici e obiettivi.

Collegata alla "lentezza" è l’"attesa". L’attesa di una risposta, l’attesa del tanto desiderato "Visto. Si stampi". L’attesa del "Ce l’ho fatta!".

In cosa si traduce: in venti e-mail nel giro di un mese agli editori, chiedendo se il testo è stato visionato. Spamming sulle pagine social degli stessi per cercare di capire a che punto è la lettura. Orticaria che aumenta ogni giorno che passa perché nessuno si è ancora degnato di rispondere alle venti e-mail.

Foto: eticamente.net

Quasi tutte le case editrici riportano sul loro sito internet i tempi medi di lettura, e quindi di risposta. Non tutte rispondono per dire “No”. Sta all’aspirante autore informarsi prima sul sito della casa editrice, poi sui diversi siti dedicati agli scrittori, in merito al modus operandi di ognuna.

Quello che è certo, il 99% delle redazioni che si trovano nella casella di posta una mail al giorno dello stesso scrittore in “attesa” di una risposta svilupperanno per tale scrittore una reazione allergica pari al glutine per un celiaco di prim’ordine.

Purtroppo (o per fortuna) una redazione non passa tutta la sua giornata a leggere manoscritti. Gli impegni sono molti, le attività pure. Perciò o la casa editrice è abbastanza grande da avere una persona che si dedica esclusivamente alla valutazione dei manoscritti (ma comunque non un robot…), oppure deve inserire le letture all’interno di un programma che comprende altre decine di impegni (e scadenze!).

Armatevi di pazienza, trascorrete il tempo dell’attesa leggendo, studiando, informandovi e magari scrivendo qualcosa di nuovo. Ma state lontano dalle e-mail!

- Annalisa - 


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