mercoledì 10 maggio 2017

Recensione: Dove tutto è a metà

Pensò anche che siamo tutti vittime di un destino incostante, di un vento impercettibile ma irresistibile, che se ne frega dei nostri desideri e ci trascina via, ognuno in una direzione diversa.

Dove tutto è a metà
di Federico Zampaglione e Giacomo Gensini
Mondadori

Trama
Il Morrison Café è il tempio della scena musicale alternativa romana, e qui il giovedì sera suonano i Bangers, quattro ventenni che si affacciano alla scena musicale rock. Lodo, il cantante, ha tanto talento quanta allergia al palcoscenico. Lodo è innamorato di Giulia, una delle sue coinquiline, a Roma per studiare recitazione e cercare di sfondare come attrice. Libero Ferri è un cantautore pop che un tempo riempiva gli stadi, ma dopo un paio di dischi sbagliati non riesce a venir fuori da un terribile blocco creativo. Luna, la sua bellissima moglie, affermata press agent, sicura di sé, che da anni lo sostiene. Lodo sente che il mondo è là fuori, pronto a essere conquistato, ma talvolta gli sembra impossibile persino provarci. Vorrebbe essere più simile a Giulia, che affronta la grande città con coraggio, nonostante una famiglia lontana e ostile. Libero dal canto suo teme che il meglio per lui sia passato, ha bisogno di tornare a credere in ciò che fa, di ritrovare il se stesso di una volta. Luna invece vorrebbe spingerlo a vivere guardando avanti, magari mettendo al mondo un figlio. Strade che parrebbero destinate a non incontrarsi mai, quelle di Lodo e Libero, ma quando invece si incrociano, ecco scoccare la scintilla in grado di rimettere tutto in gioco. Tra amori e tradimenti, concerti travolgenti, party lussuosi, incomprensioni e riconciliazioni, successi, fallimenti e colpi di scena, i protagonisti si troveranno a fare i conti con i propri punti di forza e le fragilità, e a compiere scelte che condizioneranno le vite di tutti.





Non è possibile iniziare a scrivere di Dove tutto è a metà di Federico Zampaglione e Giacomo Gensini, edito Mondadori, senza ascoltare, di nuovo, il singolo omonimo. Allora, play…

Si chiamava Morrison Café e aveva una gigantesca insegna rosa al neon, con tanto di immagine stilizzata del grande Jim, che non mancava mai di attirare l’attenzione.

Il Morrison Café, luogo di musica, di arte, di speranza per tanti giovani musicisti romani. Scenario perfetto di questa storia, con le sue atmosfere cariche di melodie e grandi attese.

Cantava con lo sguardo basso, rigido, ignorando il pubblico […]. Il suo era un magnetismo al contrario, più che attrarre, respingeva. [...] Questo almeno finché […] non sollevò lo sguardo […] sparandolo sulla gente che stava lì ad ascoltarlo. Fu un lampo azzurro, improvviso, accecante quasi, e in quel momento cambiò tutto.

Due protagonisti, due musicisti. Lodovico Acquiletti, da tutti chiamato Lodo, vent’anni e all’inizio della sua carriera (o così, almeno, spera), occhi azzurri da togliere il fiato, un’insicurezza verso il prossimo innata, un talento da nutrire e far emergere. Libero Ferri, cinquant’anni e una carriera luminosa buttata all’aria con un disco inascoltabile e un brutto carattere, una grande e meravigliosa villa che nasconde la sua debolezza sentimentale e psicologica.

Libero non aveva mai fatto il musicista, Libero era sempre stato un musicista. Lo era stato nel suo intimo, fino ai singoli atomi della sua persona.

Un incontro casuale e le loro vite, e di chi sta loro intorno, iniziano un processo verso il futuro fatto di scoperte, di amore, di passione, ma anche, e soprattutto, di dolore, di sconfitta, di depressione
Due uomini diversi per età, provenienza, aspettative, ma simili nel loro essere orgogliosi, testardi, incapaci di accettare le critiche. Complementari.
Lodo che per ritrovare se stesso e la sua strada deve mettere un oceano tra sé e la sua vita; Libero che per ritrovare se stesso e la sua strada deve raschiare il fondo, quanto non immaginava potesse essere profondo.

Quella sera, un giovedì, al Morrison suonavano i Bangers, un gruppo che chiaramente si ispirava ai Muse – sonorità acide e molto rock, potenti, come un cielo sterminato e altissimo, bianco di nuvole trascinate via da un vento violento.

Accanto a loro i Bangers, il gruppo rock di Lodo, Attila, Ciccio e Zed, amici dai tempi della scuola, sono i primi a subire le conseguenze dell’incontro tra Lodo e Libero. L’orgoglio di essere stati scelti per il tour più importante a cui potessero accedere, il Crazy dog, la disperazione di essersi giocati la loro unica opportunità. Sempre “grazie” a Lodo e a Libero, sempre subendo le scelte altrui. Ma sempre uniti, come un’entità indivisibile, nonostante le rotture, nonostante le incomprensioni, nonostante il tempo.

Luna era tante cose insieme, sapori, odori, colori, ma nulla di definito. Avrebbe potuto scriverci una canzone.

E poi Luna, moglie di Libero, donna forte, indipendente, in carriera. Ama veramente il suo uomo, gli è sempre accanto: durante la discesa agli Inferi, nel periodo della ripresa, nel giorno più brutto della sua vita… fino a che non si rende conto che sta rischiando di finire anche lei nel vortice di autodistruzione di Libero, non più boa che lo tenga a galla.

Poi la strinse forte […] sentendo di amarla, […] sentendosi di nuovo prigioniero di quelle catene che credeva di aver spezzato. Ed era esattamente la stessa cosa che in quell’istante provava per lei.

Giulia, arrivata a Roma per studiare e fare Cinema contro il volere dei genitori, capace di incasinare la vita degli altri con uno sguardo. Ma non è puro egoismo il suo, semplicemente ingenuità nei sentimenti. Giulia ama, fisicamente e col cuore, senza pensare alle conseguenze, senza pensare di poter far soffrire l’altro.

“Damme retta: tu sei ancora una ragazzina, vivete la vita, che quella che viene adesso è la parte più bella. Non te lega’ a chi ha già vissuto tutta la parte mejo della sua. 
E ora gli restano solo i ricordi e i rimpianti e magari pure i rimorsi.”

Altri personaggi potrebbero sembrare marginali, ma hanno un loro ruolo importante nella vita dei protagonisti. Umberto, insegnate di musica di Lodo e portiere del palazzo dove abita il padre, il suo sprone da ragazzino, quando stava ancora imparando a strimpellare la chitarra, e da grande, quando la sua vita arriva a un bivio. Franco, amico e “consigliere” di Libero, dal forte accento romano che fa sorridere, molto influente nei suoi periodi bui, ma con una sua etica; il consiglio più importante lo dà a Giulia, mostrando la sua umanità e l’affetto che prova per l’amico. Rocco, proprietario del Morrison Café, punto di congiunzione tra il Libero del passato e il Lodo del futuro, determinante per le sue conoscenze oltre oceano.
Un insieme di persone le cui vite si intrecciano come fili di lana in una coperta. Una coperta che spesso protegge, dal mondo, da se stessi, ma altrettanto spesso rivela i buchi che la disattenzione crea.

Perché è il destino che sceglie a quale tavolino far sedere te, e soprattutto la ragazza che ti piace.

In sottofondo e a far da collante, la musica, unica e vera protagonista della vita di Lodo e di Libero, al di là dei rapporti umani e al di là dei sentimenti. La musica salva, la musica abbatte. La musica è ancora in una vita alla deriva, ma solo se lasciamo che la vita si fondi in essa. 

Noi che percorrevamo il mondo
siamo giunti a un bivio
e se prendi un'altra strada, un'altra via
io non credo che sia solo colpa mia
stento nel vedermi solo qua
dove tutto è a metà…

Tutta la storia è scritta e descritta con una fluidità disarmante. L’essere poeti e sceneggiatori, permette agli autori di catapultarci ad un passo dalla vicenda, dai personaggi, come fossimo dietro ad una telecamera, come se stessimo girando un film.
Un continuo saliscendi di emozioni, di aspettative, di promesse non mantenute ad un passo dalla felicità. Un unico obiettivo: la ricerca della felicità. Ma non è proprio questo quello a cui tutti noi aneliamo?

Mentre sentiva crescergli dentro i primi brividi di tensione, si disse che, comunque fosse andata, avrebbe avuto una storia da raccontare per il resto della sua vita.

Buona lettura!

- Annalisa - 


1 commento:

  1. Ciao, passo per avvisarti che da oggi sul mio blog The Connor Nation non pubblico più perché ho problemi con il dominio e lo devo chiudere 😦 Ho copiato il contenuto su un nuovo blog che si chiama “Daily Connor”, se ti va di seguirmi sul nuovo blog ne sarei contenta!
    xoxo Connor
    http://daily-connor.blogspot.it/

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