martedì 12 settembre 2017

Recensione: Siate ribelli, praticate gentilezza

«Le minoranze mi piacciono di più sono un pezzetto di vita che si aggiunge e si mescola ad altra vita»

Siate ribelli, praticate gentilezza
di Saverio Tommasi 
Sperling & Kupfer


Trama
«Un pilota perde un secondo a giro a ogni figlio che gli nasce», diceva Enzo Ferrari. È una frase bellissima. Significa capire che c'è qualcosa di più importante fuori da sé, e che quando ti nasce un figlio il successo non si misura più con i traguardi con cui l'hai misurato fino a quel momento. I figli sono l'occasione che ti regala la vita di guardarti allo specchio. Tutto quello che sei, quello in cui credi, quello per cui lotti non sono più solo il tuo modo di stare al mondo, ma si caricano di una nuova responsabilità. Da quando sono arrivate Caterina e Margherita (quattro anni e due scarsi), per Saverio raccontare storie con immagini e parole non è più solo un modo per fare il proprio lavoro. È gettare sul mondo uno sguardo che sarà, almeno inizialmente, anche il loro, è fare scelte di cui a loro più che a chiunque altro dovrà rendere conto. In una lettera alle sue figlie, tra pappe dai colori indecenti e cambi di pannolini in alta quota, terribili gaffe e momenti di grande tenerezza, Saverio affronta i temi che più gli stanno a cuore: la tolleranza, i diritti dei più deboli, la lotta per l'uguaglianza, la denuncia di qualunque forma di razzismo e fascismo, i pericoli della rete. Con grande spontaneità, toni appassionati e talvolta irriverenti, Saverio Tommasi ci regala il gesto d'amore più grande che un uomo possa fare per i propri figli: raccontarsi davvero, a costo di abbassare qualunque difesa.

Che esistano libri carichi di bellezza era una cosa che sapevo, da buona lettrice forte ne ho un enorme bagaglio pieno e in continuo aggiornamento. Ma che esistessero libri così appassionati, veri e perfetti da diventare una sorta di messaggio di pace e libertà, da farmi venir voglia di essere io l'artefice per i miei figli, non ci avrei creduto.

Saverio Tommasi in "Siate ribelli, praticate gentilezza" scrive una magnifica lettera alle figlie: personale, intima, ma anche pregna di piccole dritte per vivere una vita "giusta". Giusta secondo il pensiero di Saverio, giusta anche secondo quello di Virginia. 


Il libro di Saverio Tommasi è rivoluzionario: in un'epoca dove vige la legge di chi insulta con la voce più alta e in modo più crudele. I social (Facebook in particolare) sono la piazza virtuale preferita, qui tutti si sentono in diritto di giudicare, di mettere da parte le buone maniere, di farsi le leggi da soli. Gli haters esistono e Saverio gli dedica qualche pagina e riflessione.
Ma il suo messaggio va nella direzione opposta: ascoltare (tutti anche quelli con le idee diverse), non omologarsi, non essere razzisti.


"Siate ribelli, praticate gentilezza" è il libro che farò leggere ai miei figli, ma è anche il libro che vorrei leggessero anche i figli degli altri, per capire, aprire la mente, dare uno sguardo vero e vivo alle cose. 
Lo ringrazio Saverio, perché mi ha regalato pagine e pagine di spunti di riflessione, ma anche idee da tramandare ai miei figli, perché non c'è nulla di più bello che lasciare una traccia e che quella traccia porti parole di speranza.

«Un rispetto enorme per le curve e gli inciampi degli altri. E anche rispetto per i propri, di inciampi. Perché chi vive senza inciampi non è un modello, è solamente qualcuno che ha rinunciato a camminare»

Il linguaggio che usa Saverio è quello che arriva a tutti: diretto, semplice, immediato e di pancia. Quello che dice è sentimentale, ma di quel sentimentalismo pieno, vivo, concreto, che ci fa crescere e ci indica un percorso da seguire.
Lo dico a me, ai miei bambini e - se me lo permettete - anche a voi: Praticate gentilezza!

«La vita è una questione di precedenze e di strade che si intrecciano.
Date precedenza alla vita»

Buona lettura!

2 commenti:

  1. Mi hai confermato ciò che temevo: mi innamorerò di questo libro! Inserito subito in wishlist ;-)

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